Immigrazione e blocchi al Brennero: Verona snodo centrale rafforza i controlli

Sono stati rafforzati i controlli da parte della Polizia Ferroviaria, supportata dalle pattuglie inviate dalla Questura di Verona, nei pressi della Stazione di Porta Nuova, vero snodo fondamentale per i migranti che cercano di raggiungere altri Stati europei

Mentre nelle scorse ore arrivavano le prime condanne per gli scontri al Brennero dopo la manifestazione contro il ripristino di eventuali frontiere tra l'Austria e l'Italia, si torna oggi a parlare nuovamente di controlli rafforzati al confine, ma soprattutto della necessità per l'Italia di svolgere bene i propri "compiti a casa" in tema di monitoraggio dei migranti che attraversano il Paese.

Al di là dell'irritante e ingiustificata arroganza con la quale uno Stato europeo come l'Austria sta gestendo la situazione, arrivando a minacciare direttamente l'Italia con l'ipotesi della costruzione di un "muro" in barba a tutte le norme europee, la questione oggi è una volta di più quella dei controlli nei confronti delle persone sprovviste di documenti che cercano ugualmente di oltrepassare i confini italiani per dirigersi in altre zone dell'Europa.

E in merito Verona, soprattutto per quanto riguarda la stazione ferroviaria, è sempre più da considerarsi quale snodo fondamentale e di conseguenza luogo di transito "osservato speciale" sul suolo nazionale. Ne è testimonianza diretta quanto riferisce il quotidiano L'Arena, vale a dire l'avvenuto rafforzamento della "macchina" di polizia che opera in stazione, con la collaborazione tra pattuglie della Polfer e quelle inviate a supporto dalla Questura.

Oggi come oggi in media sono circa una trentina al giorno i cittadini fermati a Porta Nuova e trovati sprovvisti di documenti, mentre cercano di salire sui treni diretti al Brennero. Un numero tutto sommato contenuto che dà anche il segno di come sul fronte austriaco la questione sia soprattutto trattata demagogicamente sul piano politico, a fronte del fatto che nessuna vera "emergenza" è in realtà effettivamente in corso.

L'Italia ha finora fatto e continuerà a fare "i compiti a casa", senza che nessun ministro dell'Interno a là Wolfgang Sobotka debba intervenire per fornire scolastiche lezioni. Ben venga dunque la collaborazione tra forze di polizia italiane ed estere, così come ben venga la cooperazione e il coordinamento tra Stati su un tema così complesso come quello dell'immigrazione. Altra cosa sono invece le minacce d'innalzare muri o istituire blocchi della circolazione che, fino a prova contraria, si presentano soltanto come dei populistici (e fuori legge) richiami politici a un passato storico tutt'altro che prospero.

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