Pfas negli alimenti, Greenpeace commenta i dati: "Le criticità ci sono"

Dal monitoraggio degli alimenti realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità non si segnalano valori oltre la soglia limite, ma Greepeace consiglia di "prestare la massima attenzione nel consumo di alcuni prodotti locali"

Continua ad essere un mix di dati scientifici e valutazioni politiche la discussione sui Pfas in Veneto. L'ultima notizia, per fortuna buona, riguarda i dati diffusi ieri, 16 novembre, dalla Regione Veneto sul monitoraggio degli alimenti realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità. Monitoraggio che non ha evidenziato alcuna criticità sotto il profilo alimentare.

Giuseppe Ungherese, uno dei responsabili di Greenpeace Italia, però avverte che non significa che non sono state trovate tracce di Pfas negli alimenti, ma solo che la loro presenza è al di sotto dei limiti imposti dall'ente europeo per la sicurezza alimentare. Limiti "che per ammissione dello stesso ministro della salute Lorenzin presto saranno rivisti - prosegue Ungherese - I dati presentano alcune importanti criticità, in particolare nelle specie ittiche, nel fegato di suino e nelle uova di produzione familiare. Riteniamo che sia necessario prestare massima attenzione nel consumo di alcuni prodotti locali e soprattutto individuare e fermare le fonti di contaminazione da Pfas per non aggravare la situazione ambientale".

Sul fronte politico, il segretario del PD Matteo Renzi, passando con il suo treno Destinazione Italia, ha avuto un confronto con un gruppo di attivisti No Pfas e proprio Renzi è stato il bersaglio di un attacco dell'assessore regionale Bottacin che si è lamentato di una sperequazione nella distribuzione delle risorse da parte del governo centrale a favore del Sud. Gli replicano le parlamentari PD Laura Puppato e Alessia Rotta.

I governi Renzi e Gentiloni hanno fatto sì che il Veneto potesse beneficiare di risorse per il lago di Garda, per il nuovo acquedotto contro i Pfas e per la bonifica della discarica Pescantina. Mancano invece all'appello i soldi della Regione.

E sempre attivo sui Pfas è il M5S che se la prende anche con il ministero dell'ambiente che non ha riconosciuto il danno ambientale in Veneto causato dalla contaminazione da Pfas. Nella sua interrogazione parlamentare, la deputata veneta Silvia Benedetti parla di "inaccettabile e colpevole inerzia del governo, che ha il dovere di assumersi le responsabilità dettate dalle norme e non lo fa. Qualcuno deve spiegare ai cittadini come è possibile che nella nostra regione non siano stati ancora riconosciuti né il danno ambientale, né lo stato di emergenza".

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Infine, i Pfas saranno l'argomento di un focus specifico del convegno internazionale "Media Health Innovation", in programma domani 18 novembre in fiera a Vicenza.

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