«Crimini ambientali in corso», striscione e protesta di Greenpeace davanti alla Miteni

Un enorme striscione a forma di freccia con una frase di accusa nei confronti dell'azienda è stato esposto in mattinata da alcuni attivisti di Greenpeace dinanzi ai cancelli della Miteni

La freccia/striscione esposta da Greenpeace durante la manifestazione di protesta davanti all'azienda Miteni

Nella mattinata di oggi, domenica 14 ottobre, alcuni attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione a forma di freccia con il messaggio «Crimini ambientali in corso», indirizzato verso l’ingresso della Miteni, azienda con sede a Trissino finita da tempo al centro delle polemiche, relativamente all'inquinamento da Pfas che ha colpito diverse province venete, tra le quali anche quella veronese, in particolare per quel che riguarda la rete idrografica.

In contemporanea, sempre questa mattina, altri attivisti hanno aperto uno striscione con la scritta «Bonifica subito». La protesta pacifica è avvenuta poche ore prima dell’inaugurazione di un monumento che si terrà a breve distanza rispetto all'azienda Miteni. Evento a cui dovrebbero partecipare istituzioni cittadine, regionali e rappresentanti del governo nazionale.

«Come dimostrano dati recenti di ARPAV, l’inquinamento da PFAS, e il crimine ambientale che ne deriva, è tuttora in corso. - ha dichiarato Giuseppe Ungherese responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia - Oggi assistiamo addirittura al paradosso in cui è l’azienda, che ha originato uno degli inquinamenti di acqua potabile più vasti d’Europa, a dettare i tempi degli interventi, mentre le sue casse si svuotano pericolosamente con il rischio di lasciare allo Stato l’incombenza di coprire i futuri costi della bonifica. Oltre al danno la beffa, - ha poi concluso Giuseppe Ungherese - per tutta la popolazione contaminata. È necessario che le autorità locali prendano in mano la situazione e stabiliscano tempi brevi per la bonifica».

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Nelle ultime ore è quindi giunta una secca nota di replica da parte dell'azienda di Trissino: «Accogliamo tutte e manifestazioni come espressione democratica. Dobbiamo stigmatizzare il comportamento di chi ha lanciato oggetti pesanti all'interno dello stabilimento mettendo a rischio l'incolumità dei lavoratori. Vogliamo ricordare - si legge ancora nella nota divulgata dall'azienda - che gli scarichi di Miteni da molto tempo rispettano i limiti indicati per le acque potabili; non si capisce quindi il senso di una manifestazione davanti a una azienda che non sta avendo alcun tipo di emissione nociva e sta pulendo la falda sottostante».

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