I giardini Raggio di Sole intitolati all'inventore del pandoro, Domenico Melegatti

Con la cerimonia che si è tenuta giovedì mattina, l'area verde è stata dedicata alla memoria dell'imprenditore dolciario scaligero, nato a Verona nel 1844 e scomparso nel 1914

I Giardini di circonvallazione Raggio di Sole sono intitolati da oggi, 10 novembre, a Domenico Melegatti, l'inventore del Pandoro. Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco Flavio Tosi, l'assessore ai Servizi demografici Alberto Bozza, la presidente della prima circoscrizione Daniela Drudi, la presidente del consiglio di amministrazione di Melegatti Spa Emanuela Perazzoli. Presenti gli alunni delle classi 2^ b e c della scuola primaria Educandato agli Angeli, che hanno esposto i disegni dedicati alla figura dell'imprenditore dolciario, nato a Verona nel 1844 e scomparso nel 1914.
“Per Verona è motivo di orgoglio dedicare strade e giardini ai grandi personaggi che hanno contribuito a far crescere la nostra città -ha detto il Sindaco Tosi- e Domenico Melegatti è sicuramente fra questi. Melegatti ha creato uno dei grandi gruppi del settore alimentare che hanno determinato in maniera concreta, creando posti di lavoro, lo sviluppo economico del nostro territorio. Una figura importante che la nostra città, conosciuta nel mondo anche per il dolce da lui inventato, è fiera e orgogliosa di ricordare”.
“Oggi è un giorno molto importante per Melegatti Spa. È un grande orgoglio ed un'immensa emozione assistere a questa cerimonia nella nostra città . dichiara Emanuela Perazzoli -. L’intitolazione dei giardini a Domenico Melegatti, l’inventore del Pandoro, rappresenta una conferma del profondo legame che unisce la nostra Azienda al Comune di Verona”.

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CENNI STORICI - Domenico Melegatti è stato un imprenditore industriale, nato a Verona il 16 settembre 1844.
Attivo fin da giovanissimo nel settore dolciario, riscosse nel 1868 il primo riconoscimento pubblico, un premio all'Esposizione agricolo-industriale organizzata dall'Accademia di agricoltura commercio e arti di Verona per i suoi "lavori in zucchero".
Nel 1892 la sua pasticceria di corso Portoni Borsari 21 era ormai da tempo una delle più rinomate di Verona.
La data ufficiale di nascita del "Pandoro", il dolce da lui lanciato, resta tradizionalmente fissata al 14 ottobre 1894, quando, per risolvere i contrasti sorti con i pasticcieri veronesi che rivendicavano la paternità del dolce, egli avanzò domanda di privativa industriale del prodotto, che venne concessa dal competente Ministero per la durata di un triennio, quando diede notizia alla città della sua "novità" con un'inserzione sul quotidiano locale "L'Arena" del 21 e 22 marzo 1894 informando di "aver allestito un nuovo dolce che per la squisitezza, leggerezza, inalterabilità e bel formato l'autore reputa degno del primo posto nomandolo Pan d'oro". L'invenzione ebbe subito un largo successo commerciale, come riconosciuto nella monumentale monografia sulla provincia di Verona curata dal prefetto Luigi Sormani Moretti (1904), successo ribadito da Luigi Stanghellini nella sua nota monografia provinciale veronese (1909).

La competizione tra la pasticceria di corso Portoni Borsari, dirimpetto alla piccola chiesa di San Giovanni in Foro, e le concorrenti, fu rilevata dal giornale satirico veronese "Can da la Scala" (24 maggio 1896) con questa quartina:

"El sta de fassa a S. Giovanni in Foro /
E l'à inventa el pandoro /
E i pastisseri da la rabia muti /
I l'à voluto simiotarlo tuti".

La tradizione vuole che la parola "Pandoro" sia uscita dalla bocca di un garzone, che ammirando il nuovo prodotto illuminato da un raggio di sole, ebbe ad esclamare: "l'è proprio un pan de oro";
Tra le creazioni originali di Melegatti vanno menzionati anche i confetti vanigliati, chiamati "ghiaia dell'Adige", i dadi per il brodo e l'estratto di carne per l'istantanea preparazione del brodo, inventò un forno speciale a calore continuo in cui cuocere i dolci e sempre suo fu lo stampo (piramide tronca con la base a stella a otto punte), che dà l'originale forma al pandoro; gli studi sulla conservazione degli alimenti per mantenere fresche le materie prime; la sua capacità d’impresa quando aprì un punto vendita anche a Milano, in corso Vittorio Emanuele, e inaugurò la vendita per corrispondenza inviando i propri prodotti in tutto il mondo.
Domenico Melegatti morì a Verona il 31 gennaio 1914.

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