Caso Gardaland e vaccini: "Non andateci, basso tasso di immunizzazione per il morbillo"

È polemica sul tema "vaccini" dopo che l'assessore alla Sanità Coletto ha voluto smentire le dichiarazioni del ministro della Salute Lorenzin, la quale aveva dichiarato in un'intervista che un Paese estero avrebbe diffuso una circolare chiedendo ai suoi cittadini di non recarsi a Gardaland a causa del "basso tasso di immunizzazione per il morbillo" in Veneto

Si apre un caso "Gardaland e morbillo": secondo quanto riferito anche dall'Ansa, l'assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, ha contestato ieri, giovedì 15 giugno, le affermazioni rilasciate in un'intervista dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo la quale, ha detto Coletto, "un Paese confinante del Veneto, non italiano (l'Austria secondo il ministro Lorenzin ndr), ha mandato, pochi giorni fa una circolare, pubblicata sui suoi giornali, con la quale invitava i bambini di quel Paese e i loro genitori a non andare a Gardaland a causa del basso tasso di immunizzazione per il morbillo".

Nel Veneto, ha puntualizzato l'assessore regionale alla Sanità, "non c'è un'epidemia di morbillo ed i casi sono in diminuzione. Chiediamo ci venga data tale circolare; potrebbe trattarsi invece di una epidemia politica". Replica al ministro anche Aldo Maria Vigevani, CEO di Gardaland, il quale giustamente precisa che il parco dei divertimenti non ha mai avuto problemi specifici al riguardo: "Gardaland tiene a chiarire - afferma - che, all'interno del Parco, non c'è stato e non c'è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni. Non ci risulta sia stata divulgata da alcun Paese estero una circolare che dissuada dalla visita a Gardaland".

La nuova polemica arriva dopo che proprio nella giornata di ieri, giovedì 15 giugno, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, a margine dell'incontro con la stampa per sostenere la candidatura di Federico Sboarina a sindaco di Verona, aveva rivendicato la decisione di impugnare il decreto voluto dal ministro della Salute Lorenzin per la reintroduzione dell'obbligatorietà dei vaccini in Italia a fronte del drastico calo attualmente in corso sul territorio. L'argomentazione avanzata da Zaia era stata quella di "ascoltare le mamme che hanno il sesto senso" a fronte di una copertura vaccinale in Veneto, a suo dire, non allarmante in quanto pari al 92,6% nonostante l'obbligatorietà non vi sia più dal 2007. Ciò che il governatore del Veneto si è però "scordato" di dire, oppure non sa, è che l'Organizzazione mondiale della Sanità fissa al 95% la soglia di sicurezza minima per la copertura dei vaccini. Al di sotto di questo 95%, infatti, gli agenti patogeni continuano liberamente a circolare e in questo modo viene messa a repentaglio la salute di tutti quanti.

Non a caso sempre Zaia era stato attaccato duramente per la sua controversa scelta anche dall'immunologo Roberto Burioni, da tempo impegnato in una seria campagna d'informazione su basi scientifiche in merito al tema dei vaccini: "Cosa pensereste dell'allenatore di una squadra di calcio che ha appena perso la finale di Champions League per dieci a zero e si vanta del risultato e del gioco efficace della sua difesa? È la stessa cosa che io penso del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che si vanta della copertura vaccinale della sua regione dove da gennaio sono stati registrati 200 casi di morbillo (in Svezia, dove l'obbligo non c'è perché tutti si vaccinano spontaneamente, la copertura è al 97%, i casi sono stati 12, e gli abitanti sono il doppio rispetto al Veneto). Se la copertura in Veneto fosse stata sufficiente i casi sarebbero stati zero".

Non sono però mancate le reazioni politiche alle parole del ministro Beatrice Lorenzin, in particolare è stato il portavoce alla Camera per il M5S Mattia Fantinati a replicare duramente: "Quanto dichiarato dalla Ministra Lorenzin è totalmente in malafede e rappresenta l'ennesima follia di questo governo. Come veronese e veneto di nascita, mi sento profondamente offeso da quanto dichiarato dalla Lorenzin. Inoltre la stessa con queste parole scellerate ha messo a rischio i rapporti diplomatici con l'Austria (che mai ha dichiarato di non andare a Gardaland per il rischio malattie infettive) ed ha infamato senza se e senza ma, il parco veronese numero uno in Italia mettendo a repentaglio l'intero comparto turistico veronese e del lago di Garda, considerando che la popolazione austriaca (in primis insieme alla Germania) sceglie da sempre il nostro territorio per le proprie vacanze".

A complicare ulteriormente questa querelle politica, la rivelazione de Il Fatto Quotidiano, secondo la quale in realtà non sarebbero stati i giornali austriaci a riportare una presunta circolare, bensi il quotidiano sloveno Delo che in un articolo presentava la preoccupazione espressa non da autorità sanitarie locali, bensì dall'associazione pediatri, in relazione alla volontà di alcuni genitori sloveni di non vaccinare i propri figli per il morbillo, aggiungendo  che “in periodo di gite scolastiche c’è la possibilità per chi va a Gardaland o in Italia di contrarre il morbillo”, ma citando anche il caso di "14 persone" che lo hanno contratto "visitando una mostra a Nova Gorica".

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