Tentato furto in gioielleria in via Mazzini. Due persone arrestate dalla polizia

Si tratta del Diamond Invest, lo stesso punto che nell'aprile 2015 venne rapinato da tre banditi, che legarono titolare e commessi prima di provare a scappare con gioielli del valore di alcuni milioni di euro

La freddezza del personale è stata fondamentale per assicurare alla giustizia due dei malviventi che, la mattina del 5 ottobre, hanno tentato di mettere a segno un furto presso la Diamond Invest di via Mazzini, che già nell’aprile del 2015 era stata teatro di una clamorosa rapina, che si era conclusa con l’arresto dei banditi e il recupero di buona parte della refurtiva.
Erano le 10 quando è scattato l’allarme al centro di vigilanza di Valenza, il punto da dove viene gestita la sicurezza delle filiali del World Diamond Group, dal quale è possibile anche vedere le immagini delle telecamere di videosorveglianza: a quel punto allora è partita la telefonata al 113, che a sua volta si è messo in contatto con la gioielleria situata nel pieno centro di Verona.
È tutto a posto”, avrebbe risposto il dipendete dall’altra parte del telefono, nonostante si fosse accorto che le persone che si trovavano al bancone non erano semplici clienti. Gli accordi per segnalare un fatto criminoso in atto prevedono in genere un altro tipo di linguaggio, ma il personale temeva di poter mettere in allerta i malviventi e di farli scappare, o magari reagire violentemente, in questo modo invece è riuscito a far comprendere che qualcosa non andava alle forze dell’ordine e a far restare tranquille le persone presenti.
Una Volante a quel punto si è diretta sul posto e quando i poliziotti hanno guardato all’interno dalle vetrine, hanno visto una scena tipica di tutti i giorni, con i clienti al bancone e il venditore che li intrattiene. Gli agenti allora sono entrati nella gioielleria per verificare la situazione e lì hanno compreso il vero stato delle cose, traendo poi in arresto i due ladri presenti.
Si trattava di Luis Alberto Villalba Bocanegra, colombiano del 1970, e di Maria Camila Suarez Jimenez, anche lei colombiana ma del 1992, entrambi pregiudicati per reati specifici, che giovedì mattina sono comparsi davanti al giudice. Convalidato l’arresto, per loro è scattata la custodia cautelare in carcere, in attesa dell’udienza che si terrà l’11 gennaio 2017.

IL VIDEO DEL COLPO

“La prima cosa che hanno chiesto, era di vedere i due orecchini esposti in vetrina del valore di 52mila euro”, ha detto il direttore del Diamond Invest, Agatino Cappella, che ha narrato la vicenda che lo ha visto protagonista e ringraziato le forze dell’ordine. “Quando ho sentito che avevano accento spagnolo, ho fatto presente loro della possibilità di usufruire del tax free, così mi sono spostato un attimo per prendere il necessario per fare i calcoli e in quel monento, quasi con un gioco di prestigio, hanno preso gli orecchini per nasconderli dietro ad un depliant”. Una mossa che però non è sfuggita al direttore, che è riuscito a mantenere la calma: “La mia attenzione era focalizzata sugli orecchini, così quando li ho visti nelle loro mani ho detto loro, sempre con una certa tranquillità: ‘questi li prendo io’. Senza però allarmarli e mi sono diretto verso la cassaforte per prendere altra merce che avevano chiesto e in quel momento ho lanciato l’allarme”. Cappella poi ha continuato a conversare con loro per non destare sospetti e attendere l’arrivo della polizia, che ha arrestato i due e preso visione dei filmati delle telecamere.
E proprio l’occhio elettronico ha mostrato qualcosa che era sfuggito fino a quel momento. Insieme ai due era presente una terza persona, un complice: i tre hanno avuto un breve colloquio all’esterno e poi sono entrati nella gioielleria, dove quest’ultimo è riuscito a rubare una fede da 2mila euro prima di allontanarsi e far perdere le proprie tracce. L’ammanco è stato prima svelato dall’inventario eseguito sul momento e poi confermato dai filmati, che hanno mostrato l’attimo esatto in cui si è impossessato del monile.
“Credo che avessero ben altro in mente, forse uno scambio con qualche gioiello, ma quando hanno visto che la situazione non lo permetteva hanno preferito accontentarsi – ha concluso poi il direttore -. Temevo che si innervosissero ed estraessero delle armi, ma fortunatamente ancora una volta l’intervento della polizia è risultato tempestivo e provvidenziale”. 

Le indagini ora vanno avanti, per cerca questa terza persona, anche se gli investigatori sospettano che ci fosse anche un quarto complice fuori dal negozio di via Mazzini.

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