Ennesimo furto nella sede della Fevoss, il centro di Santa Toscana ancora nel mirino dei ladri

Non è passato nemmeno un mese e i malviventi sono ritornati a fare visita alla sede centrale dell'associazione scaligera. Trafugati tre computer e un videoregistratore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Non è passato nemmeno un mese, e ci risiamo. Nella notte di sabato 6 aprile, i ladri sono ritornati a fare visita al Centro di Santa Toscana, sede centrale di Fevoss - Federazione dei servizi di volontariato socio-sanitario. Il ricco bottino, questa volta, comprende un computer portatile, usato dai volontari per le attività quotidiane dell'associazione, un videoregistratore e due pc fissi, che servivano per i corsi di informatica. L'elenco prosegue con sette porte scassinate e diverse stanze, in particolare l'ambulatorio per le visite mediche gratuite, messe completamente a soqquadro per andare alla ricerca di qualche oggetto prezioso da trafugare.

RIDOTTI ALLA FRUTTA - "Ormai ci hanno portato via tutto. La cosa drammatica è che non abbiamo nemmeno i soldi per sistemare i danni all'edificio, figuriamoci per acquistare nuovamente le attrezzature che ci sono state sottratte" denuncia il presidente della onlus, Alfredo Dal Corso, non nascondendo l'amarezza per episodi che sono diventati una triste abitudine. Risale, infatti, allo scorso 15 marzo l'ultimo furto con scasso da parte di ignoti che hanno preso di mira la onlus, con un danno quantificato in oltre 2 mila euro. Allora erano spariti contanti, altri due computer portatili e un amplificatore con microfono. Ma l'elenco degli oggetti spariti continua, andando a ritroso nel tempo, con una videocamera professionale, una macchina fotografica digitale e un registratore rubati a dicembre dello scorso anno. Apparecchiature alle quali si devono aggiungere gli elettrodomestici sottratti a maggio dello scorso anno dalla cucina di via Santa Toscana, successivamente riacquistati grazie alla donazione di un anonimo benefattore.

VOLONTARI NEI GUAI - "È un peccato grave rubare a chi aiuta i poveri. Nella casa della solidarietà, in cui ogni cosa è acquistata con tanta fatica", prosegue Dal Corso, perché alla fine dei conti a rimetterci sono proprio le persone in difficoltà. "Dopo questo ennesimo spiacevole episodio, siamo costretti a sospendere per alcuni giorni le iniziative del Centro, per fare un inventario dei beni scomparsi e soprattutto capire come procedere". Certo è, ci tiene a precisare, che la situazione è diventata insostenibile. L'edificio di proprietà della Fondazione Cariverona, che oltre a Fevoss ospita anche 24 mini alloggi di housing sociale, è privo di sistemi di sicurezza. Proprio per prevenire situazioni come queste, spiega il presidente, cinque anni fa la onlus aveva proposto il progetto (mai realizzato per mancanza di fondi) "Insieme si può. Alla riscoperta del buon vicinato", che prevedeva la creazione di un portierato sociale che garantisse un costante controllo alla struttura. "Dopo questo ennesimo furto - conclude -, ci auguriamo che la proprietà prenda provvedimenti, sono soltanto per tutelare un suo bene, ma anche la storia di amorevole solidarietà rappresentata dalla Fevoss".

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