Aveva appena colpito a Trevenzuolo e Minerbe. Banda di ladri arrestata

In carcere sono finiti in sei, quattro arrestati e due con fermo indiziario. Sarebbero responsabili di una decina di furti nella bassa veronese, ma colpivano anche nel mantovano e in provincia di Rovigo

Piccola parte della refurtiva recuperata

Motoseghe, decespugliatori, ma anche olio di oliva contenuto in latte di alluminio, tablet, televisori e altro materiale hi-tech. Tutto rubato e fortunatamente ora recuperato dai carabinieri che lo hanno catalogato. Quasi un centinaio di pezzi che nei prossimi giorni potranno tornare ai legittimi proprietari come anche 4 auto rubate.

L'operazione era stata anticipata durante la conferenza di fine anno della Prefettura di Verona e oggi, 18 dicembre, è stata illustrata dai carabinieri che l'hanno portata a termine e cioè quelli del nucleo operativo e radiomobile di Legnago, insieme ai colleghi di Bovolone e quelli del quarto battaglione Mestre. Si tratta dell'arresto di quattro uomini magrebini e del fermo indiziario di altri due loro connazionali, tutti e sei rinchiusi nel carcere di Montorio.

L'operazione è scattata alle 2 di notte di venerdì 15 dicembre, ma l'indagine era già iniziata da meno di un mese tramite un fitto scambio di informazioni tra i carabinieri delle province di Verona, Mantova e Rovigo. I militari stavano già monitorando da giorni una Citroen Saxò scura. Dentro quell'auto viaggiavano i quattro soggetti arrestati, che proprio quella notte avevano compiuto dei furti a Trevenzuolo e a Minerbe. Pedinando quell'auto, i militari hanno visto scendere a Buttapietra due uomini con parte della refurtiva. Gli altri due sono scesi in un'altra abitazione a San Giovanni Lupatoto.

Proprio a San Giovanni Lupatoto è scattata l'operazione. I carabinieri hanno chiesto ai due magrebini di aprire la porta. Non ricevendo risposta, i militari l'hanno sfondata. Dopo l'irruzione è nata una colluttazione con i due che hanno fatto resistenza all'arresto. Dopo questi primi due arresti, ci si è spostati a Buttapietra per gli altri due, avvenuti sempre dopo una colluttazione con i sospettati. La conclusione è avvenuta a Villafranca, dove alloggiavano due possibili complici. Questi ultimi però non sono stati arrestati, ma solamente fermati.

Per i quattro arrestati le accuse sono furto aggravato e ricettazione in concorso, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Tre carabinieri infatti hanno dovuto ricorrere a cure mediche con prognosi di 7 e 10 giorni. Per i due fermati, invece, le accuse sono solo ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

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L'indagine non è ancora conclusa perché i carabinieri stanno ricostruendo l'attività illecita degli incarcerati, quattro dei quali con precedenti specifici e uno di loro era già stato pizzicato dai carabinieri di Legnago, quando a novembre erano stati scoperti 5 abusivi in un casolare di Vallese di Oppeano. In quell'occasione però il soggetto era stato lasciato in libertà. L'indagine ancora in corso dei carabinieri servirà ad accertare quali e quanti furti ha commesso questa banda di ladri, che prediligeva colpire nelle zone rurali, prendendo di mira casolari isolati e poco illuminati. Una decina potrebbero essere i furti commessi nella bassa veronese, ma la banda colpiva anche nelle province vicine di Mantova e Rovigo.

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