Furti in abitazione: messe le manette ai polsi della "banda dell'autostrada"

I tre colpivano principalmente a Udine e Gorizia, ma avevano messo a segno alcuni colpi anche nel Veronese: la loro strategia ha complicato non poco la vita degli investigatori, che alla fine sono riusciti a risalire alle loro identità

Da gennaio fino al 1° maggio 2017 avevano messo a segno circa 80 furti in abitazione, ma i Carabinieri del Norm della Compagnia di Palmanova alla fine sono riusciti a risalire alla loro identità. I tre ladri erano molto attivi nelle province di Udine e Gorizia, ma avevano colpito anche nelle zone di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Cremona, Pavia, Piacenza e Alessandria, grazie alla loro capacità di muoversi con disinvoltura e una strategia studiata nel minimo dettaglio, che ha permesso loro di sottrarre denaro contante e preziosi (compresa una sciabola di un ufficiale dell'esercito) per quasi 20.000 euro. 

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IL MODUS OPERANDI - Come raccontano i colleghi di UdineToday, i malfattori viaggiavano solo in autostrada, a bordo di un furgone e lasciavano un complice in una piazzola di sosta: questi scavalcava il guard rail e percorreva a piedi la distanza, a volte anche alcuni chilometri, che lo separava dal centro abitato più vicino dove metteva a segno alcuni colpi, quasi sempre con i proprietari e riuscendo ad appropriarsi di contanti e monili. Nel frattempo il veicolo proseguiva per la sua strada, uscendo dalla regione, in modo da non essere associable ai furti nonostante la tracciabilità della targa e dei movimenti. 
A “fine serata” l’autista del furgone, si faceva trovare nel luogo dell’appuntamento, diverso ogni volta, ma sempre identificabile lungo l’autostrada, per recuperare complice e refurtiva e fare ritorno verso il loro domicilio localizzato dalle forze dell’ordine in un comune del Lago di Garda.

LE INDAGINI - Ma i militari, diretti dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Udine, la dottoressa Maria Caterina Pace, sono riusciti a trovare la chiave di volta per la soluzione del caso partendo proprio dalla targa di quel furgone, le cui soste sospette lo hanno trasformato in un istante da diversivo ad indizio. L'attività investigativa ha visto i carabinieri incrociare ingressi e uscite in autostrada, pagamenti bancomat e immagini delle telecamere autostradali, e cogliere in flagranza di reato due dei tre malviventi, che sono stati quindi identificati e arrestati. Si trattava di due cittadini romeni: P. M., 35enne, e P. I. M., 32enne. Entrambi finiti in manette il 1° maggio, per P.I. è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, così come per il terzo complice, D. M., 42enne romeno, che risulta ancora ricercato e per il quale verrà richiesto un mandato d'arresto europeo. 

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