La cultura non si mangia: il dovere morale di aiutare Fucina Culturale Machiavelli

Fucina Culturale Machiavelli inizia la sua nuova fase "#CulturaèValore": il pubblico protagonista. Lettera aperta dei giovani fondatori dell'associazione culturale scaligera che negli ultimi tre anni ha contribuito attivamente a rendere più vitale la città di Verona

Con una lettera aperta, i giovani fondatori di Fucina Culturale Machiavelli (il più vecchio ha trent’anni), raccontano perché sono costretti ad annullare, a stagione 17.18 in corso, uno dei concerti che avrebbe dovuto vedere protagonista l’Orchestra Machiavelli, The Lord of the Strings. E raccontano perché hanno scelto di cogliere questo momento di difficoltà come un’occasione per dare a tutti i gli affezionati di Fucina Culturale Machiavelli la possibilità di sostenere concretamente e in prima persona la sua attività.

La raccolta fondi

La nuova campagna di raccolta fondi, introdotta dalla parola chiave "#CulturaèValore", aprirà a tutti la possibilità di contribuire, ma anche di aderire alle nuove Membership di Fucina, e ha l’obiettivo di riuscire a realizzare una prossima stagione di musica e teatro. Entrando a far parte della famiglia di Fucina e diventandone sostenitori, gli spettatori che aderiranno alla Membership potranno accedere a tanti spettacoli, anteprime in esclusiva ed eventi dedicati.

Accanto alla Membership, verranno inoltre presentate le nuove possibilità di Sponsorship, per le imprese che vogliano legare il proprio brand ad una realtà giovane e dall’alto profilo culturale, instaurando un rapporto di collaborazione per il sostegno della mission di Fucina, la realizzazione della prossima stagione musicale e teatrale presso il Teatro ex Centro Mazziano, o di eventi speciali fuori sede. Fucina, che negli anni ha attivato una rete di collaborazioni con altre realtà veronesi, offre diverse possibilità di Sponsorship, volte a valorizzare identity e core business delle imprese coinvolte.

Contrada Lorì live per l'evento di lancio

L'evento di lancio sarà sabato 7 aprile alle 21: un concerto della veronese Contrada Lorì con un programma che affianca cantautorato e musica tradizionale, che va a sostituire il concerto orchestrale The Lord of The Strings (rimandato a data da destinarsi). Sarà un'occasione per ascoltare la musica trascinante della Contrada, ma anche per sostenere Fucina Culturale Machiavelli: una realtà nonprofit ideata e gestita da giovani e appassionati artisti di Verona, attiva da ormai tre anni. Nei suoi primi anni di vita, dopo aver ristrutturato il teatro ex Centro Mazziano, diventato spazio off aperto e inclusivo, Fucina ha creato occupazione per oltre cento professionisti dello spettacolo; come Orchestra Machiavelli ha collaborato con artisti internazionali del calibro di Mika e Richard Stoltzman, Mimmo de' Tullio, Whitfield Crane, Andrea Battistoni e Jesse Davis; ha portato in città nomi interessanti del panorama teatrale nazionale come Andrea Cosentino, Generazione Disagio e la rete teatrale Mind the Gap della Scuola Civica Paolo Grassi.

"#CulturaèValore" inaugura una nuova fase di apertura, ricambiando con le nuove Membership l'affetto dimostrato dal pubblico di Fucina in questi tre anni: un'occasione sia di sostenere l'attività artistica, sia di entrare in relazione privilegiata con gli artisti, ponendo le basi per un'offerta culturale che rispecchi gli interessi del pubblico e della società in cui viviamo, e scoprendo per la prima volta i dietro le quinte della macchina teatrale con una serie di eventi dedicati. Per scoprire le nuove Membership e i modi per contribuire, tutte le informazioni su www.fucinaculturalemachiavelli.com e 3487663693.

La lettera aperta

Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera aperta a firma del Direttivo di Fucina Culturale Machiavelli, un appello accorato per salvaguardare il futuro di Fucina, perché la "cultura"  a Verona continui davvero ad essere un "valore":

Quando, nel 2015, abbiamo dato vita a Fucina Culturale Machiavelli, e il più vecchio di noi aveva 28 anni, non sono stati pochi a dirci "state facendo una pazzia". Che Verona non era pronta. Che non avrebbe potuto funzionare. E non avevano del tutto torto.

Ma la storia di Fucina sembra dimostrare il contrario, direte. Dal nulla (da un finanziamento privato ottenuto in banca dopo non pochi rifiuti) siete riusciti a far crescere l'attività, ad arrivare alla terza stagione, avete fatto lavorare in regola centinaia di professionisti dello spettacolo, avete invitato a Verona compagnie che non erano - né sarebbero mai passate - su questa bella piazza e raccolto positive e numerose risposte dal pubblico del territorio veronese.

Non possiamo né vogliamo negarlo. Abbiamo raggiunto traguardi importanti e oggi è l'occasione per ringraziare chi ha creduto in noi. Alcune Fondazioni del territorio sono state attente e hanno sostenuto l'impresa come incubatori nelle fasi della sua nascita e sviluppo: sono Fondazione Zanotto e Fondazione Cattolica. Un altro passo fondamentale per la crescita di Fucina è stata la vincita, dopo il raggiungimento del secondo anno di vita, del bando di sostegno alla cultura di Fondazione Cariverona e di un bando di finanziamento alle giovani imprese della Camera di Commercio di Verona. Altri player del territorio che hanno deciso di legare il proprio brand alla cultura di qualità under 35, sostenendo così le molte iniziative di Fucina sono stati negli anni: AGSM, Amia, la startup del vino Enosocial.

E poi c'è un altro grande grazie che Fucina non finisce mai di ripetere: quello al pubblico. Sono moltissimi i curiosi, assetati di cultura, di esperienze fuori dal comune, di scoprire nomi e linguaggi nuovi, che si sono avvicinati e sono entrati in Fucina, molto spesso tornando, anche di fronte a proposte inusuali o audaci, che si sono fidati delle nostre proposte desiderosi di esplorare mondi nuovi come il claim della terza stagione di Fucina #DoveNonSiamoMaiStati dichiara. Il pubblico di Fucina è composto da molti giovani, ma non solo, tanti sono gli insegnanti, i professionisti, le famiglie che hanno affollato la sala del vecchio cinema ex Centro Mazziano, abbandonato da anni prima di essere ristrutturato e riaperto nel dicembre 2015.

Ma oggi è anche il giorno per dire che questa partecipazione entusiastica non basta a sostenere il grande sforzo produttivo e occupazionale di questa impresa culturale.  I motivi sono molto semplici. Il primo è che la politica di Fucina è rendere il teatro il più accessibile possibile: i prezzi dei biglietti devono essere alla portata delle tasche di tutti, con agevolazioni per giovani, studenti e ingressi gratuiti per disabili. E’ evidente che con biglietti così bassi non è possibile quindi coprire interamente i costi di produzione.

Il secondo motivo è legato all'altro grande obiettivo di Fucina, ovvero quello di creare occupazione per una generazione di professionisti dello spettacolo che faticano a trovare un ruolo nella società. Fin dal primo anno di vita, abbiamo voluto impostare il lavoro dei nostri collaboratori su parametri di grande professionalità, con tutte le tutele che la legge prevede. Non è, purtroppo, un elemento da sottovalutare o dare per scontato. Complice una burocrazia ostica e un peso fiscale sul costo del lavoro tutt'altro che agevolato, sono ancora diffuse sul territorio veneto le piccole associazioni che per non finire schiacciate dai costi ed essere più competitive sul mercato culturale, optano per una struttura per così dire "leggera", che non tutela il lavoratore, non versa contributi, non assicura contro eventuali infortuni. Al contrario, ogni artista che sale sul palco o lavora dietro le quinte di Fucina è regolarmente assunto, retribuito secondo gli standard del Ccnls, versa contributi ed è tutelato nello svolgimento del proprio lavoro.

Ma quindi quanto costa una produzione con l'Orchestra Machiavelli? Una produzione dell'Orchestra Machiavelli prevede mediamente la presenza di venti musicisti, per un totale di circa ottanta giornate lavorative. Ci sono anche produzioni più complesse che richiedono molte più giornate di prova. Ognuno di questi musicisti deve essere assunto, versare una percentuale di contributi previdenziali più i contributi fiscali, costi a cui si aggiunge l'elaborazione del cedolino, o busta paga. Alla fine dell'anno ogni artista che ha collaborato con Fucina deve avere elaborato il proprio CU, da consegnare in dichiarazione dei redditi. Il costo medio per la produzione di un concerto di questo tipo è di diverse migliaia di euro, e con queste premesse anche un teatro pieno non ci consente di metterci in pari con le spese. Sarebbe impensabile che fossero gli spettatori, per quanto numerosi e appassionati, a coprire interamente questo costo.

Come sopravvivono quindi le altre imprese culturali? Il sostegno del territorio è fondamentale, ma un elemento storicamente importante alla base della sopravvivenza delle imprese culturali è la presenza di fondi pubblici, ministeriali, regionali o comunali (nel passato abbondanti, negli ultimi anni sempre più ridotti). Sono contributi che non vanno a perdersi in quanto favoriscono imprese che generano occupazione, aumentano l’indotto del turismo, creano valore per la società in cui si radicano. Fino ad oggi il totale ammontare di contributi pubblici a sostegno di Fucina è stato di € 1.000, in tre anni di bilancio, stanziati dall’Assessorato alle Politiche giovanili nel 2017, sperando ancora di vedere un nuovo corso da parte della nuova Amministrazione.

Fucina Culturale Machiavelli è l'unico spazio culturale under 35 di Verona, e per questo è diventato punto di riferimento per chi ha meno di quarant'anni. Per questo in Fucina tornano molti artisti giovani che da Verona sono partiti per cercare di costruire la propria carriera lontano. E’ frequentato da persone che non avevano uno spazio di riferimento e che se Fucina chiudesse si ritroverebbero nuovamente abbandonati a se stessi. Nel 2017 Fucina Culturale Machiavelli ha realizzato: 96 collaboratori, 380 giornate lavorative, più di 4000 spettatori.

Siamo convinti che questi numeri non siano da sottovalutare e che ancora più dei numeri contino le parole che ci sentiamo ripetere, a più riprese, da persone diverse: “In questa città ci voleva una realtà così”. Quello che ci ha tenuto vivi fin qui sono state queste ed altre conferme, è stato vedere una comunità crescere e arricchirsi, un gruppo di artisti raccogliersi attorno ad uno spazio che prima mancava.

Per questo abbiamo deciso di cogliere l’occasione per lanciare questa nuova campagna di raccolta fondi e di coinvolgimento del territorio che già apprezza l’attività di Fucina, con l’obiettivo di riuscire a realizzare una prossima stagione di musica e teatro, magari che veda realizzato il concerto The Lord of The Strings oggi annullato.

#CulturaèValore è rivolta al pubblico e alle aziende che si riconoscono nell’idea che “Art begins at the end of your comfort zone”, che ci sia bisogno di rischiare e di viaggiare lontano dalla propria quotidianità, per capire qualcosa di più di se stessi e del mondo, e che la cultura abbia davvero il potere di rendere migliore la vita delle persone. Per chi crede nel futuro, e vuole entrare a farne parte.

Stefano, Sara, Rebecca, Pietro, Sara

Fucina Culturale Machiavelli

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