Case di riposo. I posti letto ci sono, mancano i fondi. In arrivo aiuti regionali

La Regione Veneto ha stanziato 3 milioni di euro in più per le residenzialità degli anziani, dove le rette sono sempre più care e gli ospiti sempre più bisognosi di cure

Le case di riposo, sia pubbliche che private, accolgono pazienti sempre più gravi, visti i tempi di degenza molto ridotti nelle strutture ospedaliere. Per questo, l'Istituto Assistenza Anziani di Verona, che copre circa il 33 per cento del fabbisogno di ricovero della cittadinanza anziana, martedì 24 maggio ha tenuto un corso di formazione altamente specializzato al Centro Monsignor Carraro in lungadige Attiraglio, incentrato su come affrontare le emergenze cliniche che nascono nelle case di riposo.

"Siamo ridotti a dover contare quello che viene dato economicamente, applicando il massimo della concretezza - ha dichiarato la presidente dell'Istituto Anna Maria Leone, invitando chi deve dare risposte a stare con i piedi per terra - Serve un cambio culturale per capire definitivamente che il fondo nazionale per la non autosufficienza non basta. I risparmi vanno fatti in altre voci, per rimettere al centro le politiche sociali. La civiltà di un Paese si misura anche dal garantire un fine vita dignitoso alle persone".

Dal 2013 i pazienti non autosufficienti accolti a Villa Monga e nelle altre sedi dell'Istituto sono cresciuti sempre di più, tanto che oggi sono addirittura 580. Soltanto 100 sono autosufficienti. Allo stesso tempo, se fino al 2013 il 95 per cento dei pazienti era aiutato da fondi regionali, ora solo il 70 per cento dei pazienti ricevono l'impegnativa sanitaria, costringendo le case di riposo ad aumentare la retta. Ha sottolineato Anna Maria Leone: "Non mancano i posti letto, ma i fondi. Per le famiglie è sempre più complicato coprire l'intera retta, che in totale è di 119 euro al giorno. Il nostro istituto ha quindi deciso di far pagare al massimo 78 euro per paziente".

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Il convegno è stato moderato da Mauro Zamboni, ordinario di Geriatria all'Università degli Studi di Verona, che ha evidenziato la necessità di formare chi lavora sul campo, non solo i medici, ma soprattutto gli infermieri. "Negli ultimi anni gli anziani sono sempre più affetti da patologie importanti e necessitano di dimissioni protette - ha ribadito Mauro Zamboni - Si evidenzia quindi la necessità di strutture in cui i pazienti possano rimanere degenti per un periodo successivo al ricovero in ospedale, dove vi sia adeguata assistenza sia medica che infermieristica".

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E al grido d'aiuto lanciato dall'Istituto Assistenza Anziani di Verona pare abbia risposto subito la Regione Veneto con 3 milioni di euro per le residenzialità degli anziani aggiunti nel Fondo per la non autosufficienza.

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