Fondazione Arena. I sindacati chiedono di essere ascoltati in ministero

La situazione dell'ente veronese è critica come lo è anche a Bari, Bologna e Firenze. Intanto si avvicina la proroga per il mandato del commissario Fuortes che ha i suoi bei grattacapi all'Opera di Roma

"La gravissima crisi che coinvolge alcune fondazioni lirico sinfoniche si configura come uno stato di crisi che colpisce i lavoratori e la stessa sopravvivenza dei teatri. Pertanto chiediamo la convocazione di una riunione urgente".

La richiesta è stata fatta direttamente al ministero ieri, 18 ottobre, dalle segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal. Tra le fondazioni in difficoltà c'è ovviamente Fondazione Arena, che ha previsto il licenzionamento con esternalizzazione del corpo di ballo. Insieme all'ente veronese c'è però anche il Comunale di Bologna, il Petruzzelli di Bari e il Maggio Fiorentino. "Ad oggi il commissario straordinario non ha ancora pubblicato la prevista relazione sullo stato delle fondazioni liriche che hanno presentato i piani di risanamento - continuano i sindacati - Sappiamo anche che non sono stati erogati a tutti i teatri che ne hanno fatto richiesta gli anticipi previsti dalla legge Bray". Gli esuberi finora previsti in tutta Italia sono circa 156 e per questo i sindacati si sono mobilitati. 

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Intanto a Verona la situazione sulla gestione di Fondazione si avvicina ad una piccola svolta, con la possibile proroga del commissario Carlo Fuortes, dato che il suo mandato è scaduto. Fuortes però avrà bisogno di un collaboratore a Verona. C'è chi parla di Enrico Ghinato e chi di Giampiero Sobrino. Un collaboratore che faccia le veci di Carlo Fuortes che è sovrintendente all'Opera di Roma dove la situazione è infelice. A quanto riportato dal sito Terzo Binarioi lavoratori dell'Opera sono preoccupati per l'aumento dei debiti dell'ente capitolino, nonostante i soldi incassati grazie alla legge Bray. Una situazione che viene seguita anche dai lavoratori di Fondazione Arena, che non vorrebbero trovarsi in un prossimo futuro nelle stesse condizioni.

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