Fondazione Arena, finanziamenti fermi e il fronte dei sindacati si spacca

Secondo l'M5S "sembra siano presenti rallentamenti e opacità nella verifica degli interessi anatocistici come previsto dalla Legge Bray" e intanto la Cisl sottoscrive la proposta di Francesca Tartarotti, a differenza di Cgil e Uil

"Cogliendo le istanze dei nostri Portavoce locali ho deciso di procedere in prima persona con accesso agli atti per tutelare il denaro dei cittadini. A quanto pare, infatti, sembra siano presenti rallentamenti e opacità nella verifica degli interessi anatocistici come previsto dalla Legge Bray". Lo afferma la Senatrice Michela Montevecchi, capogruppo M5S in Commissione Cultura, riferendosi alla richiesta di finanziamenti statali operata dall'Arena di Verona ai sensi della legge che porta il nome dell'ex Ministro della Cultura.

"La richiesta dei finanziamenti statali previsti dalla legge Bray prevede come passo preliminare la verifica dell'eventuale applicazione di interessi illegittimi da parte degli istituti bancari nei confronti delle fondazioni lirico sinfoniche - spiega Montevecchi - cioè dei cosidetti 'interessi anatocistici'. Quest'ultimo è un passaggio obbligatorio, inserito durante l'esame in Senato della Legge Bray grazie a un mio emendamento. Considerato che i fondi statali sono soldi di tutti i cittadini italiani - continua la Senatrice M5S - ho ritenuto necessario presentare una richiesta di accesso agli atti a Fondazione Arena per acquisire i documenti necessari al fine di poter verificare personalmente l'eventuale pagamento dei sopracitati interessi non dovuti alla banca."

"È doveroso - conclude Montevecchi - agire per ogni via al fine di garantire che il denaro pubblico sia gestito con trasparenza, scevra da poco virtuosi legami amicali, e nell'interesse dei cittadini. Rimaniamo in attesa di una risposta che, se sarà negativa, non ci impedirà di procedere anche attraverso altre vie istituzionali".

"I vertici di Fondazione, nonché il direttore operativo Tartatrotti, - ha dichiarato invece Gianni Benciolini - si oppongono anche all'ordine del MIBAC di consegnarmi i documenti afferenti i contratti bancari. A seguito di tale condotta ostruzionistica ho anche impugnato avanti al TAR Veneto il diniego di Fondazione Arena, e siamo in attesa di una sentenza. Intanto però la situazione degenera anche a causa degli scellerati ultimatum del sindaco Flavio Tosi ai sindacati; ricordiamo in proposito che il 70% del debito è dovuto ai rapporti bancari e il costo del personale della Fondazione Arena è il più basso in Italia".

Intanto la trattativa tra sindacati e Fondazione sembra essere giunta ad una svolta. Fistel Cisl avrebbe sottoscritto martedì sera la proposta presentata dal direttore Tartarotti e respinta nella stessa mattinata, mentre Cgil e Uil avrebbero deciso di mantenere la propria linea. Una spaccatura a livello sindacale che potrebbe aprire nuovi scenari ma intanto il Consigli di Indirizzo, al quale ha partecipato la stessa Tartarotti, ha comunicato che viene "preso atto che solo una organizzazione sindacale, la Cisl, ha siglato la proposta di accordo, nella quale non è previsto alcun licenziamento, al termine di una trattativa durata quasi due mesi e che ha visto 15 incontri di 4 ore ciascuno tra le parti". 
Di diverso avviso però il blog S.O.S Fondazione Arena, dove si legge: 

Talune clausole dell'accordo risultavano inoltre altamente lesive per i diritti dei lavoratori stessi e oltremodo pregiudizievoli della sopravvivenza di taluni settori quali ad esempio il Corpo di Ballo.

L'unico sindacato che, nonostante le proteste dell'Assemblea dei lavoratori indirizzate ai propri Segretari e alle proprie Rsu, risulta abbia sostenuto l'accordo è stata la CISL, che facendo pressione psicologica attraverso lo spauracchio ripetuto come un mantra della minaccia di liquidazione coatta amministrativa del Teatro, ha tentato di indirizzare l'assemblea dei lavoratori verso l'accettazione di tale accordo come male minore.

La stessa CISL al termine dell'Assemblea si è dichiarata a favore di un accordo che, sacrificando una parte dei lavoratori, avrebbe forse "salvato" buona parte del Teatro, magari anche la Dirigenza, che emendo la possibilità di poter operare attraverso tale accordo azioni per far pesare il risanamento economico del Teatro esclusivamente sui lavoratori, sarebbe stata sollevata da qualsiasi responsabilità in merito alla situazione di profonda crisi del Taetro di cui è sola responsabile.

Nonostante tale dichiarazione si sia meritata all'indirizzo della stessa CISL fischi ed insulti da parte della quasi totalità dell'assemblea dei lavoratori manifestatasi assolutamente contraria alla sottoscrizione di tale accordo capestro, nel pomeriggio, l'intera delegazione CISL composta da Segreteri e Rsu, riunitisi in "ristretta" con il Direttore Operativo Francesca Tartarotti e il vice Direttore Artistico Giampiero Sobrino, ex orchestrale, ex Rsu CISL, ex Segretario CISL, oggi Funzionario di Liv. A di Fondazione, sembra abbia comunque sottoscritto l'accordo proposto dalla Fondazione a discapito della decisione manifestata dall'assemblea.

Nelle prossime ore le due fazioni spiegheranno le motivazioni che le hanno spinte a prendere le rispettive decisioni. 
 

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