Fondazione Arena, Bertucco: "I lavoratori tirano la cinghia, i vertici no"

Dopo la presentazione del nuovo gruppo dirigente dell'ente lirico, il consigliere comunale commenta: "Sono privi di un programma di rilancio e hanno già ipotecato per i propri stipendi una parte dei 10 milioni arrivati con la legge Bray"

Dopo varie false partenze, si presentano i nuovi vertici di Fondazione Arena, privi di un programma di rilancio ma avendo già ipotecato per i propri stipendi una parte dei 10 milioni arrivati con la legge Bray.

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha commentato con queste parole la presentazione dei nuovi vertici di Fondazione Arena. Una ripartenza per l'ente lirico cittadino che ha dovuto anche ridisegnare il cda dopo la rinuncia di Michele Bauli, sostituito da Marilisa Allegrini.

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Al di là della qualità dei singoli componenti, molti dei quali già conosciamo e che per il resto valuteremo sul campo, non è un bel inizio per un'amministrazione e un sindaco che avevano promesso maggiore giustizia, trasparenza e condivisione dei precedenti amministratori - sottolinea Bertucco - Non credo che i 20 mila euro di taglio allo stipendio della Tartarotti (che avrà anche meno deleghe) e gli altri 20 mila di autoriduzione da parte del sovrintendente (per il primo anno) saranno sufficienti a ricompensare i servizi del nuovo direttore De Cesaris; del nuovo amministratore delegato all'extralirica Mazzi; del nuovo, annunciato, consiglio di amministrazione di Arena Extra. Tra l'altro: a quale titolo e con quale compenso Mazzi ha operato finora per organizzare la stagione extralirica 2018? Vale ricordare che questa attività in tanti anni non ha mai prodotto nessun utile significativo, anzi, ha contributo a generare la multa di 800 mila euro a carico di Fondazione Arena per la vicenda del trasferimento dell'archivio bozzetti e figurini. Chissà come Sboarina spiegherà queste scelte ai sindacati.

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