Portavalori assaltato in A22, è una messa in scena delle guardie giurate

Fermate le due finte vittime della rapina e denunciato un terzo complice. Il fatto è avvenuto nel Modenese, ma tra la refurtiva c'erano anche preziosi di un'associazione presieduta da Roberto Verde di Goldfingers Orologi Verona

Parte della refurtiva recuperata (Fermo immagine video Polizia di Stato)

Sono bastate poche ore ai poliziotti emiliani per scoprire la messa in scena e risolvere il caso della presunta rapina ad un furgone portavalori avvenuta tra le 2 e le 3 di notte di giovedì 31 ottobre lungo l'autostrada A22, nei pressi di Carpi. Non ci sarebbe stata nessuna rapina, ma un piano architettato dai due uomini che trasportavano i preziosi. I due, con l'aiuto di un complice, avrebbero nascosto l'intero carico in un garage ed hanno poi denunciato la rapina. Gli agenti hanno però scoperto il piano, trattenendo i due responsabili e denunciado a piede libero il basista. L'intera refurtiva è stata recuperata, compresi gli oggetti di valore dell'associazione Watch Passion, presieduta dal Roberto Verde di Goldfingers Orologi Verona.

I presunti responsabili del furto sono due guardie giurate, un 35enne di origine napoletane e un 62enne crotonese, entrambi residenti a Stoccarda, in Germania, dove ha sede anche l'azienda di trasporto per cui lavoravano. Mentre il complice, che aveva il ruolo di basista, è un nipote del 62enne, un artigiano di 44 anni residente nel Reggiano.

Le indagini sono state ricostruite da Francesco Baraldi su ModenaToday. L'attività della polizia è partita a sei ore dalla denuncia di rapina fatta dai due uomini del furgone portavalori. Un inizio ritardato a causa di questioni di competenza territoriale: la rapina sarebbe avvenuta a Carpi, la denuncia era stata fatta a Parma e il furgone svuotato era stato ritrovato nel Reggiano. L'inchiesta è stata attribuita a Modena, la provincia in cui ricade Carpi, e solo dopo questa attribuzione i poliziotti hanno potuto lavorare per svelare, una contraddizione dopo l'altra, il furto pianificato dalle due finte vittime.

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Le incongruenze nei racconti delle due guardie giurate ha fatto sorgere i primi dubbi, confermati poi dalle immagini dell'autostrada che hanno ripreso il furgone del commando che avrebbe assaltato il furgone portavalori. Il realtà, quel furgone apparteneva al basista, il quale è stato individuato dagli agenti ed interrogato. Messo sotto torchio, l'uomo è crollato, svelando il piano agli inquirenti.

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