​Farah è all'Ambasciata italiana di Islamabad, bruciati i documenti: "La aspettiamo a Verona"

"Il ministero degli Esteri - ha detto l'Ass. Bertacco - mi ha avvertito del trasferimento di Farah da Lahore a Islamabad. La ragazza resterà una settimana all'Ambasciata italiana, per ripartire non appena sarà tornata in possesso del passaporto che va fatto ex novo"

Farah nella Residenza dell'Ambasciatore italiano a Islamabad - foto Twitter Ministro degli Esteri Angelino Alfano

«Stamattina, il ministero degli Esteri mi ha avvertito che oggi è stato predisposto il trasferimento di Farah da Lahore a Islamabad. La ragazza resterà probabilmente una settimana ospite dell'Ambasciata italiana, per ripartire non appena sarà tornata in possesso del passaporto che va fatto ex novo». Sono queste le rassicuranti parole che l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona Stefano Bertacco sceglie per commentare le ultime notizie riguardanti la giovane 20enne pakistana, costretta dal padre a un rientro forzato in patria dove è stata fatta abortire contro la sua volontà.

«Dopo quella di ieri, anche oggi è un'altra giornata di sollievo per noi. - ha quindi proseguito l'Ass. Bertacco - Sappiamo Farah al sicuro e con il complesso iter del ritorno già avviato in tempi rapidi. Adesso ci auguriamo che il tutto sia veloce e che si concretizzi il suo sogno di ritornare in Italia. Ho di nuovo ribadito alla Farnesina la completa disponibilità del Comune ad accoglierla nelle nostre strutture protette e ci auguriamo che, una volta in Italia, la sua destinazione finale sia quella di Verona, la città dove risiede da dieci anni e che la sta aspettando. A garantire la sicurezza di Farah, - ha quindi concluso l'Ass. Bertacco - se mai ce ne fosse ancora bisogno, ci pensiamo noi. Siamo pronti anche per il sostegno psicologico che potrebbe essere necessario per voltare pagina».

Partenza per l'Italia forse già lunedì o martedì

In queste ultime fasi della vicenda, è poi arrivata in giornata una nuova comunicazione via Twitter da parte del Ministro degli Esteri Angelino Alfano, il quale dal suo account ha pubblicato una foto di Farah, ritratta presso la Residenza dell'Ambasciatore italiano a Islamabad, specificando ulterioremente che «ora lavoriamo per farla partire per l'Italia lunedì o martedì», in anticipo quindi sui tempi precedentemente annunciati.

Documenti bruciati: "Farah vuole tornare a Verona"

Nelle scorse ore erano inoltre giunte conferme circa il trasferimento all'Ambasciata italiana di Islamabad anche da parte del Senatore Pd Vincenzo D'Arienzo: «Da contatti con la Farnesina ho appreso che è in corso il trasferimento di Farah dalla località protetta in cui è stata ospitata dopo la liberazione, all'Ambasciata italiana di Islamabad. In quell'avamposto italiano è al sicuro e riceverà tutta l'assistenza necessaria. Risulta - ha quindi specificato l'On. D'Arienzo - che lei stessa abbia più volte chiesto di tornare in Italia ed in particolare a Verona, che considera la sua casa».

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In merito al rientro a casa di Farah, resta comunque da risolvere il problema dei documenti che le sono stati sequestrati e distrutti dai suoi aguzzini per impedirle di lasciare il Pakistan: «Per quanto concerne il rientro, - ha spiegato il senatore D'Arienzo - dovranno essere espletate le procedure necessarie, nel dettaglio il rifacimento dei documenti che sono stati distrutti/bruciati per impedirle il ritorno in Italia. Per le ipotesi di reato esprimo piena fiducia negli organi inquirenti. Siano puniti i responsabili di quell'atto criminale, ovunque essi siano. Per tutti coloro che hanno avuto un ruolo in questa assurda vicenda, - aggiunge l'On. D'Arienzo - pur comprendendo la delicatezza della cosa, sarei per valutare la legittimità della loro permanenza in Italia. Una ulteriore nota positiva: l'anima solidale di Verona si è espressa al meglio in questi momenti. In tanti hanno partecipato emotivamente agli eventi ed un benefattore mi ha chiamato per dirmi che qualsiasi "cosa" sarà necessaria, egli sarà pronto a sostenerla. Di questo importante atto di generosità - ha concluso l'On. D'Arienzo - ho informato il Comune di Verona che sta facendo, e bene, la propria parte».

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