Famiglie per il "No" in piazza a Verona, il leader Gandolfini: "Nessuna vendetta contro Renzi"

Massimo Gandolfini: "Il nostro 'No' alla deriva centralista è la logica risposta alle politiche del governo. Nessuna vendetta, Renzi ha ancora una settimana per incontrarci"

Oggi, sabato 26 novembre, a Verona diverse famiglie cattoliche hanno affermato e motivato il loro No alla riforma costituzionale Renzi/ Boschi scendendo in piazza a manifestare. Il movimento che sostiene il Comitato famiglie per il No, dichiara di voler fermare la "deriva centralista" che l’attuale Governo starebbe promuovendo: “L’accentramento del potere in un'unica direzione nega di fatto la democrazia e il bilanciamento dei poteri. L’annullamento dei corpi intermedi,  primo fra tutti la famiglia, allontana la partecipazione del popolo alle decisioni che lo riguardano”. Così si è espresso dal palco di piazza Cittadella il presidente del Comitato promotore del Family day, Massimo Gandolfini.

In molti però si ricordano anche le parole di Massimo Gandolfini quando chiedeva a gran voce il ritiro della proposta di legge sulle Unioni Civili, dicendo che Renzi andava fermato, specificando anche per i più duri d'orecchi un sonoro "ce ne ricorderemo al Referendum di ottobre". Ora, il referendum è poi slittato a dicembre, ma riesce difficile credere che la contrapposizione tra i cattolicissimi del Family Day e il Premier circa le riforme costituzionali, vertano davvero sul "merito" e non piuttosto sull'operato del Governo, nella fattispecie quelle indigeste Unioni Civili che, guarda caso, ritornano nelle stesse parole pronunciate quest'oggi in piazza Cittadella da Gandolfini: “Il nuovo assetto istituzionale, anche a causa della riforma elettorale, accentra il potere nella figura del premier. Le unioni civili sono, infatti, solo il capo fila di una politica tesa all’approvazione delle adozioni per tutti; del suicidio assistito; dell’estensione della procreazione artificiale a coppie gay e single; della regolamentazione dell’utero in affitto, delle leggi liberticide sulla omo-fobia e della legalizzazione delle droghe”.

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Una consequenzialità di per sé piuttosto difficile da seguire, o quantomeno "riduzionista" nell'assembrare temi di vasta portata e tutt'altro che semplici. Parlare di "legalizzazione delle droghe" quando in Italia ci potrebbe forse essere in vista l'adozione della cannabis a scopo terapeutico, là dove ad esempio nella celebre notte della vittoria elettorale di Trump ben otto Stati Americani hanno legalizzato la Marijuana, fa semplicemente sorridere chi ascolta. Ma Gandolfini non è uno che ama far divertire, forse nemmeno divertirsi verrebbe da pensare, e dunque prosegue nel suo ragionamento accusando Renzi di essere "contro la vita e la famiglia", e aggiungendo che comunque "la decisione di votare No non è una vendetta". Infine un ultimo invito al Premier, perché dopotutto c'è ancora qualche giorno prima del voto: "Renzi hai ancora una settimana di tempo per incontrarci in un confronto pubblico! Noi siamo disponibili sai dove trovarci”.

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