Famiglia sotto sfratto si barrica in casa: padre sul tetto scaglia tegole a tutti i presenti

Strenua resistenza di una famiglia numerosa che ha tentato con ogni mezzo di opporsi ad uno sfratto esecutivo nella frazione di Caselle: sul posto i carabinieri, la polizia e i pompieri

I carabinieri di Villafranca in azione

I carabinieri della compagnia di Villafranca di Verona hanno denunciato due cittadini di origini tunisine (B.H.Y.F., classe '65 e A.I., classe '80) per i reati di "resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso" e "procurato allarme". Nella mattinata di gioverdì 14 marzo, all'interno di un appartamento presso la cosiddetta corte Macaccara a Caselle di Sommacampagna, la famiglia B.H.Y. ha tentato a più riprese di ostacolare le procedure di sfratto esecutivo a cui era sottoposta. Pert tale motivo sono stati coinvolti i militari dell'Arma, insieme alla polizia locale di Sommacampagna, ai vigili del fuoco di Verona e al Suem 118.

A più riprese si è tentata una mediazione che è durata circa 9 ore. L'uomo (B.H.Y. F., classe '65) si era posto sul tetto dell'immobile, minacciando di gettarsi nel vuoto e lanciando numerose tegole contro tutti coloro che tentavano di avvicinarsi. La moglie (A.I., classe '80) si era invece barricata in casa con il figlio minorenne di soli 4 anni, minacciando a più riprese di dar fuoco all'intero stabile con l'utilizzo di alcune bombole di gas. Temendo il peggio, per preservare l'incolumità del minore e dei presenti nell'abitazione, i carabinieri hanno attivato i due negoziatori del Comando Provinciale di Verona. Si tratta di figure specializzate che scendono in campo proprio nei momenti di crisi dove è necessario stabilire un contatto quando sussistono situazioni con ostaggi, barricamenti,i presenza od assenza di vittime.

Dopo alcune ore di intervento durante le quali è stata tentata un'opera di persuasione, i carabinieri sono riusciti ad entrare al piano dove era presente la donna con il figlio e a bloccarla definitivamente. Dopodiché il marito, il quale era ancora sul tetto, ha deciso di scendere spontaneamente con l'aiuto della scala mobile dei vigili del fuoco. Per loro scatterà una denuncia a piede libero per i reati di "resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso" e "procurato allarme".

Nel frattempo grazie al sindaco del Comune di Sommacampagna è stato individuato dagli assistenti sociali uno stabile alternativo per far alloggiare temporaneamente l'intera famiglia, composta da altri tre figli che nel corso della turbolenta giornata di ieri non erano presenti poiché impegnati a scuola.

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Commenti (1)

  • Alla fine hanno ottenuto quello che volevano. Se fosse stata una famiglia italiana , ora sarebbe in strada.. poi si chiedono come mai si diventa razzisti!!

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