Niente autopsia per il piccolo Elia morto in ospedale: un virus alla base del decesso

Si terranno sabato a Lavagno i funerali del giovane deceduto al Confortini la notte tra il 4 e il 5 febbraio, mentre nel frattempo i medici sarebbero giunti a stabilire la causa della sua morte

La foto pubblicata dal padre di Elia nel suo toccante post di commiato al figlio su Facebook

Per la giornata di sabato 9 febbraio, quando alle ore 15 si terranno i funerali del giovanissimo Elia Rizzotti, morto in ospedale a Borgo Trento nella notte tra il 4 e il 5 febbraio, il Comune di Lavagno dove risiede la sua famiglia, ha proclamato il lutto cittadino. 

La morte del piccolo Elia ha naturalmente sconvolto la famiglia e le persone a loro vicine, lasciando esterrefatti in molti anche per la modalità con la quale il decesso si è verificato. Domenica scorsa Elia aveva perso all'improvviso i sensi mentre era a casa; una volta condotto d'urgenza al polo Confortini, i medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma meno di 48 ore dopo è sopraggiunta la morte in ospedale.

Nelle scorse ore era stata ventilata la possibilità che venisse svolta l'autopsia sul corpo del piccolo per appurare le cause del decesso, ma stando a quanto riferito dal padre di Elia in un'intervista rilasciata a Camilla Ferro del quotidiano L'Arena, ora parrebbe non essere più necessaria. I medici sarebbero infatti giunti a un responso certo già attraverso i prelievi di liquidi e le analisi del sangue.

A spezzare così bruscamente la giovane vita di Elia sarebbe stato un virus che avrebbe raggiunto il cuore, virus le cui tracce con ogni probabilità potrebbero essere state rilevate dal personale medico a livello dell'endocardio, o del pericardio, o del miocardio del piccolo Elia. Una prova questa, eventualmente, che sarebbe così sufficiente per stabilire la causa della morte del bambino.

Potrebbe in sostanza essersi trattato di una patologia infiammatoria difficile da diagnosticare preventivamente, come è ad esempio la "miocardite", ma è ovviamente una semplice ipotesi tra altre possibili, che colpisce anche soggetti sani e giovani. In ogni caso, per i genitori di Elia sarà necessario attendere di vedere la cartella clinica per poter comprendere con esattezza quale male ha spezzato la vita del bambino, mutilando inevitabilmente anche la loro.

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