Sgominata banda spacciatori "scaramantici": sequestrati 2 etti e mezzo di droga, 5 arresti

Nel corso dell'operazione "Grande mago" condotta dai carabinieri di Peschiera del Garda, sono stati sequestrati circa 4.200 euro in contanti e cocaina per oltre 20mila euro

I carabinieri della compagnia di Peschiera del Garda illustrano l'operazione "Grande mago"

Nell'ambito di una complessa indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo di Peschiera del Garda del Tenente Longo, capitanati dal Comandante di Compagnia Salvatore Beneduce, sono stati arrestati cinque cittadini di nazionalità marocchina con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Uno di loro, peraltro, si trovava già in carcere a Montorio. Le indagini dei militari hanno preso avvio nel mese di giugno 2018, quando le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate intorno al 25enne W.A., ritenuto responsabile dell'attività di spaccio di cocaina ed hashish, per allargarsi anche agli altri quattro. La "banda" si è rivelata essere attiva in diverse zone della provincia scaligera, da Nogarole Rocca a Sona, da Caselle di Sommacampagna a Villafranca, Castelnuovo del Garda, ma anche Vigasio, Castel D'Azzano, Mozzecane e, infine, nella stessa città di Verona, in particolare nella zona di Borgo Roma.

Nel corso della lunga operazione, i carabinieri grazie ad un'intensa attività di controllo e una serie di servizi mirati, sono riusciti a certificare e documentare decine e decine di cessioni di droga a soggetti terzi, in prevalenza cittadini italiani, pressoché tutti piuttosto giovani e comunque sotto i 40 anni di età. I militari, al termine delle indagini, hanno potutto complessivamente sequestrare circa 250 grammi di cocaina e 35 grammi di hashish, oltre a denaro contante per 4.200 euro, frutto dell'attività illecita delle persone arrestate. Quest'ultime, è stato accertato che agissero pressoché individualmente, ma erano comunque in contatto tra loro in caso di necessità. Qualora uno di loro avesse avuto bisogno, per un suo cliente, di sostanze stupefacenti delle quali non era in possesso, era consuetudine chiedere "rifornimenti" presso un altro membro della banda.

Il grande mago

Lo scambio di informazioni nell'ambito "lavorativo" tra i vari arrestati avveniva grazie all'uso di chat telefoniche. E a proposito di telefono, vale la pena sottolineare una buffa peculiarità che contraddistingueva l'operato di un paio di componenti della banda: la scaramanzia. È stato infatti accertato dai carabinieri che uno degli arrestati in particolare, quotidianamente ed in modo sistematico, prima di iniziare la sua attività di spaccio, era solito contattare via telefono una serie di cosiddetti "maghi" e cartomanti direttamente in Marocco. La finalità delle chiamate era quella di farsi predire il "futuro", naturalmente con attinenza a rischi, cattiva o buona sorte, nell'ambito della stessa attività di vendita delle sostanze stupefacenti. Nel corso dell'ultimo arresto in ordine di tempo, compiuto in flagranza di reato nei confronti di una coppia, uomo e donna, i carabinieri hanno poi trovato nella loro abitazione anche una sorta di amuleto porta fortuna, creato impiegando datteri ed altri singolari elementi su consiglio di uno dei maghi consultati dagli spacciatori e tenuto, quale buon auspicio, rigorosamente a fianco del denaro provento dell'attività illecita.

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Intervista al comandante dei carabinieri di Peschiera del Garda Salvatore Beneduce

Le modalità di spaccio

L'attività di cessione della droga avveniva prevalentemente in strada, ma tutti i soggetti arrestati avevano anche come punti di riferimento alcuni luoghi specifici. I clienti erano inoltre spesso degli "aficionados", almeno una decina quotidiani, pertanto conoscevano già in anticipo i posti dove poter effettuare l'acquisto. Vi erano parchi pubblici, ma anche bar e una sala giochi.

In un caso i carabinieri hanno anche appurato una sorta di "love affaire" tra una cliente e il suo spacciatore di fiducia. Nel corso dell'operazione all'interno dell'abitazione di quest'ultimo, i militari hanno poi scoperto la droga nascosta dietro uno scomparto segreto della cucina.

Nel corso dell'esecuzione delle ordinanze, in un caso i carabinieri hanno invece colto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio i due sodali zio e nipote, C.M. classe 1963 e l'omonimo C.M. classe 1987, mentre erano a bordo di un'auto Opel Astra, all'interno della quale sono state trovate 7 dosi di cocaina nascoste dentro il telaio dei sedili, infilate in un calzino. Lo "zio" in questione, si è rivelato per i carabinieri il più difficile da rintracciare, essendo che la sua auto fungeva da "casa e bottega": l'uomo infatti viveva all'interno della vettura e sempre con essa vi svolgeva gli spostamenti opportuni per effettuare le cessioni di droga.

Sequestrata cocaina per circa 20mila euro

Nel complesso gli arrestati sono cinque, uno dei quali era già stato pizzicato dai carabinieri, poi lasciato ai domiciliari, ma poiché li aveva evasi si era quindi ritrovato nel carcere di Montorio. Un altro è invece il già citato nipote di uno dei colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere, il quale però aveva continuato a spacciare droga in sodalizio con lo zio. Di fatto tutti i componenti della banda agivano in proprio, dopo essersi metodicamente spartiti le zone da coprire sul territorio di una buona parte della provincia veronese.

A conclusione delle indagni, il Gip del tribunale di Verona ha emesso un'ordinanza applicativa della misura di custodia cautelare in carcere a carico degli indagati che, come detto, sono tutti di nazionalità marocchina e tra i quali vi è anche una donna. Nella giornata di oggi, lunedì 13 maggio, è stata data esecuzione all'ordinanza da parte dei militari e i soggetti arrestati sono stati condotti nel carcere di Montorio. Complessivamente, stimando un prezzo medio di 80 euro al grammo per la cocaina, è possibile quantificare in circa 20.000 euro il valore sul mercato della droga sequestrata dai carabinieri nel corso delle indagini. 

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