Doppio stupro a Verona, condannato un violentatore e identificato l'altro

La vittima aveva anche tentato di suicidarsi, ma è stata salvata e portata in ospedale dove ha raccontato quello che le era successo

Foto di repertorio

Un uomo condannato per violenza sessuale, un giovane indagato per lo stesso reato e un testimone indagato per falsa testimonianza. Ieri, 26 febbraio, una giovane veronese ha ottenuto in parte giustizia. Un uomo che l'aveva violentata nel settembre del 2015 è stato ritenuto colpevole ed è stato costretto anche ad un risarcimento di 50mila euro. Il suo secondo stupratore è stato identificato ieri e al termine delle indagini anche lui potrebbe ora essere processato. L'identificazione è avvenuta attraverso la testimonianza del coinquilino del condannato, il quale aveva però anche dichiarato che lo stupro non era mai avvenuto e per questo è stato indagato per falsa testimonianza.

La sentenza e i fatti sono stati riportati da TgVerona. La vittima è una ragazza veronese che circa tre anni fa stava attraversando un periodo buio della sua esistenza. Senza un tetto e stordita dall'alcol, dormiva sulla panchina di una stazione. Un 51enne marocchino l'ha vista e si è proposto di aiutarla. Così lui l'ha accompagnata in casa sua, a Verona, dove viveva insieme ad un ragazzo marocchino, presentandolo come suo nipote. L'uomo è ha offerto da mangiare e anche un letto dove lei, stanchissima, si è subito coricata. Una storia di straordinaria carità, se non fosse accaduto anche altro. Il 51enne, infatti, avrebbe svegliato la ragazza e completamente nudo nel letto avrebbe preteso da lei un rapporto sessuale completo. Rapporto che ci sarebbe stato, nonostante l'opposizione della ragazza. E dopo l'uomo, anche il ragazzo avrebbe approfittato sessualmente della giovane.
La mattina successiva la ragazza è riuscita a fuggire dall'abitazione dei due violentatori e dopo aver vagato senza meta ha tentato il suicidio. Salvata, la giovane è stata portata in ospedale dove ha raccontato tutto. Da quella sua confessione e dalla successiva denuncia sono partite le indagini e poi il processo che ieri ha portato ad una prima condanna.

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