Pari opportunità, la nuova Commissione regionale in attesa della "coperta di Giulietta"

La prima uscita pubblica della commissione sarà in occasione della Giornata della donna, a Verona con la partecipazione alla "coperta di Giulietta", il patchwork di 10 mila quadrati di lana che verrà realizzato in piazza Bra

L’integrazione delle donne in Veneto, la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la promozione dell’autoimprenditorialità e del lavoro autonomo, l’invecchiamento attivo e l’educazione ad una società inclusiva sono i binari di lavoro della nuova commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, presieduta dalla veronese Elena Traverso.

Oggi l’assessore regionale Elena Donazzan, che ha anche la delega alle pari opportunità, ha insediato nella sede del palazzo Grandi Stazioni di Venezia, l’organismo regionale rinnovato a fine 2016. “Il vostro contributo alla progettazione politica è fondamentale – ha dichiarato l’assessore – perché la parità tra i generi e l’attenzione ai bisogni delle persone, uomini e donne,  sono il denominatore comune di questo governo in tutte le materie regionali. Non a caso in questa legislatura la commissione pari opportunità non è costituita solo da donne”. Dei 17 componenti della commissione, espressione del mondo istituzionale, sociale e produttivo del Veneto, due infatti sono uomini.

La prima uscita pubblica della commissione sarà in occasione della Giornata della donna, a Verona con la partecipazione alla "coperta di Giulietta", il patchwork di 10 mila quadrati di lana che verrà realizzato in piazza Bra da tutte le realtà impegnate a contrastare la violenza contro le donne: il vicepresidente della commissione regionale, Alessandro Giglio, ha già confezionato il quadrato di maglia, color fucsia, che rappresenterà l’organismo regionale nell’opera collettiva che prenderà forma l’8 marzo nel capoluogo scaligero.

Numerose le altre iniziative messe in cantiere dalla commissione per i primi mesi di attività: un corso di comunicazione politica per le neoelette (in collaborazione con l’università di Padova); un progetto di alfabetizzazione all’affettività e ai sentimenti da condursi nelle scuole, come prima forma di contrasto alla violenza di genere e al bullismo; la presentazione pubblica degli esiti della ricerca svolta sulle ‘città intelligenti’ nel Veneto; la verifica sulla rappresentanza di genere e sull’attività delle commissioni di parità nelle autonomie locali del Veneto, con uno sguardo particolare al ruolo inclusivo nei confronti dei ‘nuovi veneti’, cioè dell’integrazione degli immigrati regolari o di seconda generazione.

Inoltre, la commissione – in sinergia con la consigliera di parità del Veneto, Sandra Miotto – intende verificare la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita nelle 1057 imprese venete con oltre cento dipendenti: una realtà che in Veneto conta 585 mila dipendenti, per il 46,8 per cento donne, l’88 per cento delle quali ha optato per contratti part-time.

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