Distribuzione dei farmaci, un servizio de Le Iene fa arrabbiare Federfarma

"Un argomento affrontato con molta superficialità ed assoluta improvvisazione", ha fatto sapere il presidente dell'associazione dei farmacisti veronesi Marco Bacchini

Federfarma contro Le Iene. Ieri, 12 aprile, è andato in onda nel programma di Italia 1 un servizio della iena Nadia Toffa sulla distribuzione dei farmaci. Un argomento affrontato con molta superficialità ed assoluta improvvisazione, secondo Federfarma. "Il servizio - sostiene Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona - era imperniato sull'ipotesi secondo la quale se il servizio di distribuzione dei farmaci svolto dalle farmacie sul territorio ed acquistati dalle Asl, la cosiddetta distribuzione per conto, fosse sostituito dalla distribuzione diretta da parte delle strutture pubbliche o degli ospedali, si potrebbero ottenere risparmi per un miliardo di euro l'anno. Nella realtà dei fatti, la cifra sbandierata è relativa al costo sostenuto dalle Asl per l'acquisto dei farmaci e non certo a quello relativo alla remunerazione delle farmacie per il servizio di distribuzione".

Bacchini ha poi fatto un esempio: "Nella nostra regione e quindi nella provincia di Verona, per il servizio di dispensazione dei farmaci acquistati dalla Regione, alle farmacie viene solamente riconosciuta una remunerazione di 4,5 euro a confezione. Rimane poi tutto da dimostrare che la distribuzione diretta da parte delle Asl comporti effettivi risparmi, visto che per assicurare una distribuzione al cittadino si devono contemplare costi del personale, costi di stoccaggio, costi di conservazione, costi di dispensazione e altro. Tutte spese che con la distribuzione diretta sarebbero a carico delle Regioni e che invece con la distribuzione per conto, sono in capo al farmacista e che sono evidentemente ricompresi in quei pochi euro a lui riconosciuti".

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"Se il servizio de Le Iene avesse previsto un banale contraddittorio - conclude il presidente di Federfarma Verona - si sarebbe potuto spiegare come ad esempio nel Lazio il 16% di remunerazione su un farmaco del valore di 600 euro (circa 96 euro) rappresenta un caso limite sia per l'esiguità dei farmaci impiegati di questo valore, sia perché questa percentuale di remunerazione riguarda unicamente le pochissime farmacie rurali sussidiate, e quindi ubicate in territori disagiati dove la farmacia costituisce spesso l'unico presidio sanitario presente, mentre il restante 95% delle farmacie laziali viene remunerata 11,8 euro. Così come anche si sarebbe potuto parlare dei furti frequenti di farmaci costosissimi che avvengono nelle Asl e degli enormi sprechi di farmaci distribuiti direttamente a pazienti molto anziani e molto malati a copertura di un anno di terapia, ma che purtroppo vengono a mancare ben prima di un anno. Si sarebbe potuto rappresentare la vera realtà della distribuzione diretta, non certo fatta di consegne a domicilio, ma di lunghe attese in determinate strutture lontane da casa, limitatamente ad alcuni giorni della settimana e ad alcune fasce d'orario".

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