Ragazzina minorenne veronese coinvolta in videochat erotica: 53enne a processo

Lei è una giovane 13enne di Verona, lui un uomo di 53 anni originario di Brindisi che avrebbe dapprima mostrato le sue parti intime durante alcune videochiamate e poi ottenuto che anche la ragazzina minorenne facesse altrettanto

Immagine di repertorio

Non ci hanno pensato un istante i suoi genitori a denunciare il fatto, non appena scoperte le tracce di quella "relazione" online tra la loro figlioletta 13enne e un uomo di 53 anni originario di Brindisi che l'aveva contattata su "Imo". Quest'ultima è un'applicazione di messaggistica che consente di effettuare anche videochiamate dal telefono cellulare, ed è proprio grazie a questa funzione che l'uomo pugliese avrebbe dapprima mostrato le sue parti intime alla minorenne e poi ottenuto che lei stessa facesse altrettanto.

Si tratta dell'ennesimo caso di "contatti proibiti" avvenuti grazie al web o applicazioni di messaggistica per smartphone, a testimonianza di come la rete da grande risorsa qual è non smetta comunque mai di nascondere innumerevoli trappole ed insidie, soprattutto per i più giovani. Bene hanno dunque fatto i genitori della giovanissima teenager veronese a denunciare alle autorità l'accaduto. I fatti risalgono al giugno 2015, così come riferito da Manuela Trevisani sulle pagine del quotidiano L'Arena di oggi, quando il 53enne brindisino aveva appunto "abbordato online" la ragazzina. 

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I "contatti proibiti" non sono proseguiti che per qualche giorno, ma il tempo trascorso è stato sufficiente perché l'ipotesi del reato di "corruzione di minorenne" prendesse effettivamente forma. Di qui la denuncia dei genitori e le successive indagini che ben presto hanno condotto all'identificazione del 53enne. Durante la mattinata di ieri, martedì 31 ottobre, si è svolta l'udienza preliminare presso il Tribunale di Verona, udienza rinviata però a fine novembre dal Giudice Livia Magri per la possibilità di un patteggiamento scelto dall'imputato, il quale avrebbe già iniziato a risarcire la vittima e i genitori con un versamento di duemila euro.

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