Nuovo decreto contro il coronavirus, Conte: «Misure valide per tutta l'Italia. Non c'è più tempo»

Annunciate nuove misure drastiche valide per tutta la penisola. Stop al campionato di calcio. Didattica sospesa fino al 3 aprile. Provvedimenti in vigore già da martedì 10 marzo 2020. Regole per la mobilità estese ovunque: tutta Italia è "zona protetta"

 

Il governo ha deciso di inasprire ulteriormente le misure per contrastare il diffondersi del virus "Sars-CoV-2" in Italia. L'annuncio lo ha dato questa sera, lunedì 9 marzo intorno alle 22, lo stesso premier Giuseppe Conte: «Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, - ha detto il premier - anche se questo è difficile». Il succo della conferenza stampa del primo ministro è tutto qui: le misure adottate in precedenza per la Lombardia e le altre province divengono operative sull'intero territorio nazionale per quel che riguarda la mobilitazione delle persone fisiche, ma non solo, perché altri provvedimenti drastici verranno approvati.

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Nelle ultime 24 ore in Italia sono morte 97 persone e il numero dei contagiati totali secondo la Protezione civile è salito a 7.985, mentre i morti nel complesso sarebbero 463 e il premier ha esplicitamente detto che «non c'è tempo». Ecco spiegato l'ulteriore passo in avanti da parte del governo: «Tutelare la salute di tutti i cittadini è il nostro obiettivo primario, - ha detto Conte - pur contemperando fin quando possibile anche altri interessi. Ma se la salute pubblica è messa a repentaglio, noi siamo costretti a scegliere e a imporre dei sacrifici per quanto riguarda gli altri interessi pur meritevoli di tutela». 

Sulla base di tale ragionamento, dunque, il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha annunciato il nuovo decreto che, in un'espressione, ha così ribattezzato: «Io resto a casa». Il premier ha quindi spiegato che «non ci sarà più una "zona rossa", non ci sarà più la "zona 1" e la "zona 2" della penisola, ci sarà l'Italia, un'Italia "zona protetta"». Da questo punto di vista, dunque, il primo ministro ha chiarito che «saranno da evitare su tutta la penisola gli spostamenti, a meno che non siano motivati da tre specifiche circostanze: "comprovate ragioni di lavoro", "casi di necessità", o "motivi di salute"».

Oltre a ciò, ha fatto sapere Conte, nel decreto verranno aggiunti come elementi di novità «un divieto di assembramenti all'aperto e nei locali aperti al pubblico, perché non ci possiamo più permettere queste aggregazione che diventano occasioni di contagio». Il primo ministro ha quindi ribadito che «oggi è il giorno della responsabilità, noi tutti, e voi cittadini con me, abbiamo una grande responsabilità. Oggi la decisione giusta è restare a casa, abbiamo il futuro nelle nostre mani e devono essere mani responsabili». 

Oltre ai provvedimenti sulla mobilità già applicati alla Lombardia e altre province in precedenza che ora vengono dal governo estesi a tutta Italia, il premier Conte ha annunciato anche una misura inedita per quanto riguarda le manifestazioni sportive: «A questo punto, - ha detto il premier Giuseppe Conte - non c'è ragione alcuna per cui proseguano le gare o le manifestazioni sportive come anche il campionato di calcio, quindi dispiace dirlo ma tutti, anche i tifosi devono prenderne atto. Non consentiremo neppure che vengano utilizzate le palestre per lo svolgimento di attività sportive». 

Le misure adottate sono contenute in un nuovo decreto che si potrebbe forse ribattezzare decreto "Io resto a casa" e che il premier Conte ha annunciato entrerà in vigore sin dalla mattina di martedì 10 marzo 2020. Altra novità del decreto annunciata da Conte, oltre all'estensione delle norme sulla mobilità dei cittadini a tutto il paese, anche quella dell'estensione del periodio di «sospensione delle attività didattiche sia nelle scuole, sia nelle università sino al 3 aprile»

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