Incidenti stradali: meno alcol, ma più cellulari ed è allarme fughe con omissione di soccorso

Per la "Giornata Nazionale delle Vittime della Strada" la polizia stradale di Verona ha presentato i dati sugli incidenti dal 2008 al 2018: calano i morti e gli eccessi di velocità, ma preoccupa l'aumento dell'uso scorretto dei cellulari alla guida e delle omissioni di soccorso

Il Dott. Lacquaniti, Comandante della sezione di polizia stradale di Verona

«Il tasso di civiltà di una Nazione, si misura anzitutto dalla qualità del comportamento alla guida sulle strade dei suoi cittadini». Una frase dai padri nobili, sulla quale si è voluto soffermare con particolare attenzione quest'oggi, in occasione della "Giornata Nazionale delle Vittime della Strada", il Dott. Lacquaniti, Comandante della sezione di polizia stradale di Verona, impegnato a presentare l'analisi dei dati relativi ad incidenti stradali e sanzioni raccolti nell'ultimo decennio.

L'allarme fughe ed omissioni di soccorso

Dal 2008 al 2018 molte cose sono cambiate, tra dati incoraggianti e altri decisamente meno. Su tutti in negativo spicca lo spropositato e, per certi versi davvero vergognoso, aumento dei casi di fughe ed omissione di soccorso. Prendendo in considerazione soltanto la viabilità autostradale locale, vale a dire in A4 e A22, si è passati dai soli 2 casi di incidenti con fuga ed omissione di soccorso nel 2008, agli addirittura 21 episodi nel 2018. Un riscontro sorprendente, indice di quello che si potrebbe forse definire il malsano "egoismo del guidatore", tanto poco ammirevole quanto in fin dei conti inutile, controproducente ed ingenuo, soprattutto se si considera che proprio l'autostrada è il luogo dove c'è la più alta possibilità di essere rintracciati e scoperti. 

«In autostrada siamo nell'ambito più controllato della nostra area di attività, - spiega al riguardo il Comandante della polstrada Girolamo Lacquaniti - ciò nonostante dieci anni fa gli incidenti con omissione sono stati 2, quest'anno invece che azzerarsi come ci aspettavamo, i casi sono aumentati a 21, dieci volte tanto. È un dato indicativo e imbarazzante anche sotto il profilo sociologico: alla guida si tende oggi troppo spesso a ricercare un'arrogante affermazione di se stessi in barba al codice della strada. Rispetto a dieci anni fa, oggi sembra essere venuta meno la pietas nei confronti del povero disgraziato rimasto ferito dopo un incidente, la paura delle conseguenze legali personali pare avere la meglio sull'istinto a soccorrere il malcapitato coinvolto in un incidente stradale. Paradossalmente - aggiunge ancora il Comandante Lacquaniti - la legge sull'omicidio stradale ha senza dubbio influito intensificando i timori, ma comunque l'aumento dei casi è un dato costante e va quindi indagato soprattutto sotto il profilo psicologico, anche perché quasi tutti i casi di fughe ed omissioni vengono poi ugualmente scoperti e sanzionati debitamente». 

Meno alcol (o più astuzia) e droghe, ma aumentano i cellulari

Qualche dato un po' meno deprimente, ad ogni modo, pare comunque esserci, anche se forse ad un'attenta lettura neppure così rassicurante. Si tratta della diminuzione dei casi di guida sotto l'effetto di alcol, passati dai 195 del 2008 ai 125 del 2018, sempre per quanto concerne la viabilità autostradale. Numeri che vanno però caratterizzati: non è che non si beva più, anzi, ma, spiega il Comandante Lacquaniti, «si sta forse creando una nuova cultura, in base alla quale chi deve guidare il sabato sera resta sobrio e porta in giro gli amici, per cui ci troviamo spesso con auto piene di ragazzi quasi in coma etilico, ma con il guidatore a 0.0».

Il calo è infatti dovuto in particolare all'attenzione maggiore che le norme sempre più restrittive hanno indotto soprattutto nella fascia giovane della popolazione, mentre le cose vanno decisamente peggio tra gli adulti. «Il record negativo per quanto ci riguarda, - racconta il Comandante della polstrada - lo ha stabilito un sessantenne veronese che a novembre, durante un controllo all'etilometro, ha fatto registrare un bel 3.33 lungo la tangenziale Sud dopo un incidente». 

La diminuzione riguarda anche i casi di guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, passati dai 19 del 2008 ai 13 del 2018, 6 di quest'ultimi soltanto nelle settimane di ottobre e novembre. La vicenda più grave è quella che ha visto protagonista una madre di 34 anni, fuoriuscita di strada autonomamente con a bordo le sue due figlie di 3 e 11 anni, mentre era alla guida sotto l'effetto di oppiacei e psicofarmaci. Altro dato interessante è sicuramente quello relativo all'utilizzo scorretto dei telefoni cellulari durante la guida, vale a dire sprovvisti di auricolari e vivavoce: si è infatti passati dalle 291 contravvenzioni del 2008 alle ben 672 del 2018, un dato più che raddoppiato che indica come il fenomeno della disattenzione alla guida sia alquanto vivo ed allarmante. 

Diminuiscono i morti per incidenti ed anche la velocità

Tra i dati più significativi in positivo, vi è senz'altro quello relativo agli incidenti mortali in autostrada: si è infatti passati dai 15 casi (con 18 morti) del 2008 ai 5 incidenti mortali (con altrettanti decessi) del 2018. Un riscontro da mettere in relazione anche con la diminuzione dei casi di eccesso di velocità: si è infatti passati dalle 1937 multe di dieci anni fa, alle 1349 del 2018. Un indice che va inoltre rapportato anche col calo generale degli incidenti rilevati in autostrada, ben 777 nel 2008, diminuiti a 605 quest'anno.

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«Ad aiutare molto in questo senso, - conclude il Comandante Lacquaniti - è stata senza dubbio l'ampia diffusione dei tutor per la rilevazione della velocità lungo la rete autostradale. Anche per quanto riguarda le persone ferite, abbiamo potuto riscontrare un calo, passando dalle 528 del 2008 alle 394 del 2018».

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