Occupazione, il Partito Democratico sottolinea i dati positivi dell'Istat

Diego Zardini: "Ora si investa sulla green economy". Laura Puppato: "Non ci nascondiamo comunque i problemi che ancora vanno affrontati come il costo orario minimo che ci riporti tra i paesi più civili in Europa"

(Foto generica di repertorio)

Sono positivi gli ultimi dati Istat sull'occupazione in Italia. La percentuale di disoccupati è scesa a livelli che non si vedevano dal 2012 e anche la disoccupazione giovanile diminuisce. Cifre che sono state sottolineati da due esponenti veneti del PD che fino allo sciogliemento delle camere sedevano in Parlamento, il deputato Diego Zardini e la senatrice Laura Puppato.

La ripresa c'è e i suoi effetti finalmente si riversano su chi lavora e produce - ha scritto Zardini - In Veneto in un anno abbiamo aumentato i posti di lavoro dell’1,8% e ci attestiamo a oltre 2 milioni 110 mila occupati. Con la disoccupazione sotto il 6 per cento e il crollo delle ore di cassa integrazione siamo tornati ai livelli pre-crisi. Ora dobbiamo investire sull'economia verde. Se avremo la capacità e il coraggio di imboccare con decisione l'abbandono dei prodotti e soprattutto delle modalità di produzione che inquinano, rafforzeremo il know how italiano e veneto nel settore che ci è riconosciuto in tutta Europa e saremo in grado di creare molti più posti di lavoro di quanti ne perderemo. Dobbiamo farlo ad ogni livello e ogni amministrazione deve essere impegnata in questo sforzo, sia essa comunale, regionale o statale.

Laura Puppato sottolinea il record per l'occupazione femminile e il numero complessivo degli occupati in Italia che ha raggiunto quota 23 milioni, mai così tanti dal 1977.

Non ci nascondiamo comunque i problemi che ancora vanno affrontati e lo faremo fin dai primi giorni della prossima legislatura, con un costo orario minimo che ci riporti tra i paesi più civili in Europa - ha aggiunto la senatrice - Inoltre la crescita dei posti per gli under 45 è ancora troppo lenta, nonostante anche in questa fascia il mercato sia in positivo movimento. Sarebbe davvero il colmo che dopo che l'Italia è riuscita faticosamente a tirarsi fuori dalle conseguenze della crisi economica e dai disastri socio-economici del tandem Berlusconi-Lega, si finisse per rimetterci nelle mani del centrodestra. I dati oggettivi smentiscono di volta in volta le tante cassandre che, per vantaggio elettorale, sono disposte a scommettere sul peggio per il paese.

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