Qualità dell'aria, i dati Arpav del 2017. Sforamenti doppi al limite di legge

Gli unici dati che rispettano la soglia imposta dalle norme sono quelli di Bosco Chiesanuova. In un anno si può sforare al massimo 35 volte il limite giornaliero di PM10 nell'aria. A San Bonifacio è stato superato 79 volte

Il 2017 è stato un anno piuttosto difficile per le polveri, durante i mesi invernali si sono instaurati lunghi periodi di stabilità atmosferica con scarse piogge, che hanno favorito l'accumulo del particolato nei bassi strati dell'atmosfera. L'anno risulta particolarmente critico specialmente se confrontato con il 2016, caratterizzato invece da un inverno più piovoso, con frequenti episodi di pulizia dell'atmosfera.

Questa la situazione generale descritta da Arpav sulla base delle statistiche riferite al 2017 sulla concentrazione delle polveri sottili nell'aria veneta. Un 2017 che era iniziato con un gennaio particolarmente siccitiso e questo ha provocato subito un numero alto di sforamenti del limite giornaliero concessi dalla legge. Soprattutto le centraline piazzate nelle zone di pianura registrarono tra i 10 e 20 sforamenti già ad inizio anno, lasciando immagine che anche nel 2017 non sarebbe stato possibile rispettare la soglia massima dei 35 sforamenti giornalieri permessi in un anno.

E in effetti sono state solo tre le centraline in tutto il Veneto a superare il valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m3) per un numero di volte inferiore alla soglia dei 35 giorni. Due di queste centraline si trovano nel bellunese, la terza invece è quella di Bosco Chiesanuova. Negli altri punti di misurazione del veronese, gli sforamenti sono stati anche doppi rispetto al limite di legge. Nella città di Verona si sono registrati 73 sforamenti nella centralina di Borgo Milano e 66 in quella del Giarol Grande, nel 2017. In provincia la situazione è anche peggiore, a Legnago il limite giornaliero è stato superato per 75 volte in un anno e il record negativo provinciale è di San Bonifacio con 79 sforamenti.

L'altro valore che l'Arpav tiene in considerazione è la media annuale delle PM10 nell'aria. La legge impone che questa media sia inferiore ai 40 µg/m3 che solo nel padovano non vengono rispettati. Nella provincia di Verona, la media più bassa di polveri sottoli nell'aria in un anno l'ha fatta registrare Bosco Chiesanuova con 15 µg/m3, vengono poi le due centraline di Verona con 33 µg/m3 a Borgo Milano e 31 µg/m3 al Giarol Grande, mentre a San Bonifacio e Legnago la media annuale è stata di 37 µg/m3.

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