Zaia: «Non è vero che abbiamo eliminato l'uso della mascherina, va portata con sé»

Il governatore del Veneto Luca Zaia fa il punto sulle norme dell'ordinanza regionale in vigore da lunedì 1 giugno

 

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha inaugurato il punto stampa di oggi, domenica 31 maggio, dedicato alla gestione dell'emergenza coronavirus, sottolineando che «non è vero che il Veneto ha eliminato le mascherine, semplicemente ci siamo adeguati a quanto prescrive il Dpcm: la mascherina va indossata nei luoghi al chiuso, quali ad esempio un negozio, il supermercato, l'ufficio postale, la banca o dal medico, e nei luoghi aperti dove non ci sia la possibilità di avere il "distanziamento sociale", ad esempio durante la coda fuori dal supermercato. Quindi, - ha evidenziato il governatore Zaia - la mascherina va portata con sé e indossata quando serve. Andare però a passeggiare o fare attività sportiva o motoria senza mascherina non è un'illegalità e si può fare».

Il presidente del Veneto ha quindi ricordato che la sua nuova ordinanza entrerà in vigore «alle ore 24 di questa notte», mentre ha poi voluto fare delle ulteriori puntualizzazioni in materia di circolazione sulle strade: «Abbiamo una miriade di ragazzi che ci scrivono per sapere se si può andare con amici in macchina: sì, ma se non si può tenere il metro di distanza con la mascherina, perché se non sono persone del tuo nucleo familiare, cioè conviventi, ti metti la mascherina in macchina con gli altri ospiti e non sbagli mai. Quanti possono salire in auto? Il numero previsto dall'omologazione, se è un'auto a cinque posti saranno cinque persone, con mascherina se le persone non sono conviventi».

Il governatore Zaia ha quindi annunciato che nei prossimi giorni potrebbero essere fatte delle modifiche per quel che riguarda i protocolli nei teatri o cinema che «sono in difficoltà in questa situazione», ma soprattutto ha detto che entro domani potrebbero essere stilate anche «le linee guida per le discoteche, le case da gioco e i casinò». Il presidente del Veneto ha quindi affrontato il tema degli "spostamenti" che dal 3 giugno dovrebbero essere liberalizzati sull'intero territorio nazionale: «Siamo in attesa di un provvedimento nazionale, - ha detto Zaia - ma sembra che dal 3 di giugno, cioè mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale negli spostamenti. Questo va a consolidarsi ovviamente solo dopo l'adozione di un provvedimento a livello nazionale, almeno da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco». Zaia ha quindi avanzato persino l'ipotesi di un «provvedimento di revoca» perché i precedenti provvedimenti del governo a suo dire sarebbero tutti in scadenza il 14 giugno.

In realtà, la situazione è un po' diversa dal punto di vista normativo e non è affatto detto, come invece sostenuto dal governatore, che il governo prenda nuovi provvedimenti. Questo perché a stabilire il venir meno del limite del confine regionale per gli spostamenti non è il Dpcm del 17 maggio, bensì il decreto legge del 16 maggio, dove all'Art. 1 comma 2 si legge testualmente quanto segue: «Fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

Cosa accade dal 3 giugno dunque? A spiegarlo è sempre il medesimo Art. 1 del decreto legge del 16 maggio scorso, questa volta al successivo comma 3: «A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti interregionali possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalita' al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree». Questo, molto banalmente, significa che se il governo intervenisse con nuovi «provvedimenti» in vista del 3 giugno, non sarebbe per riaprire i confini interregionali, circostanza che da quanto si evince dal decreto legge citato avverrebbe in automatico, ma sarebbe piuttosto per limitare gli spostamenti in determinate zone specifiche, a causa dell'eventuale aggravarsi della condizione epidemiologica in un'area localizzata.

Cambiando tema, il presidente del Veneto Luca Zaia ha annunciato che nei prossimi giorni verrà presentato il «nuovo piano di sanità» della regione, un piano che dovrà prevedere lo «schieramento dell'artiglieria pesante», così come ha evidenziato lo stesso Zaia: «Dobbiamo farci trovare pronti, - ha sottolineato il governatore - ci stiamo attrezzando bene anche perché non ci possiamo permettere di fare errori il prossimo giro». Al riguardo, per gli ospedali riaperti in virtù dell'emergenza come quelli di Zevio, Bussolengo e Isola della Scala, il presidente Zaia ha detto: «A quelli diamo un colpo di chiave e li teniamo lì, pronti per l'autunno a ripartire, perché io non posso arrivare a ottobre con una reinfezione e aver smantellato queste strutture». In merito agli ospedali Covid, Zaia ha poi aggiunto: «Smontiamo solo le terapie intensive cosiddette "ingombranti", di fatto quelle allestite nelle sale operatorie, ma lasciamo tutto il possibile immaginabile, sia sulle intensive sia sulle semi-intensive, addiritture lasciando dei reparti già allestiti per il piano d'attacco».

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