Sboarina: «Oggi è una giornata triste: Ezio Bosso persona grandiosa, ci mancherà»

Il sindaco di Verona: «Quando lo incontrai percepii subito la grandiosità dell'artista, ma anche della persona sotto il profilo umano»

 

«Oggi è una giornata triste, perché è venuto a mancare il maestro Ezio Bosso ed è triste per noi e, ve lo dico sinceramente, è triste per me, perché quando l'anno scorso l'ho conosciuto per i "Carmina Burana" che poi hanno fatto un sold out incredibile all'Arena, percepii subito la grandiosità dell'artista ma anche della persona sotto il profilo umano. È una di quelle persone in cui la percezione di questa grandiosità è immediata, una grandiosità nella semplicità, perché era questo l'altro tratto che in lui avevo percepito conoscendolo. Ci mancherà, un artista di quel calibro mancherà al mondo della musica, ma anche alla nostra città». Così il sindaco di Verona Federico Sboarina ha voluto ricordare il compositore, pianista e direttore d'orchestra Ezio Bosso che si è spento a causa di una grave malattia nelle scorse ora a Bologna.

(S)bilancio comunale: «Con questo decreto possiamo fare poco o niente»

Il sindaco ha poi affrontato il tema del bilancio comunale in relazione al "decreto rilancio" da poco approvato dal governo: «Una prima cosa da dire è che rispetto al "decreto rilancio" abbiamo fatto di più noi come piccolo ed orgogliosamente grande Comune di Verona, attraverso una serie di spostamenti mirati. I calcoli ci dicono che l'anticipazione del 30% delle risorse valgono per Verona circa 5 milioni e 200mila euro, ma continuo a dirlo, sono poca cosa rispetto alle esigenze dell'amministrazione, perché noi abbiamo 50 milioni di debito. Con questo "decreto rilancio",  - ha quindi aggiunto il sindaco - possiamo fare poco o niente».

Sboarina si è detto oscillante tra lo sconsolato e l'«incazzato» dinanzi all'attuale situazione e alle difficoltà per il Comune di andare avanti, evidenziando come a fronte dello sbilancio di oltre 50 milioni di euro, ad oggi dal governo «sono arrivati 1 milione e 362mila euro vincolati alla fornitura di "buoni spesa" per le famiglie, voi capite dunque perché non si può andare avanti così. Oggi riusciamo ancora a garantire il pagamento dei fornitori, ma quando non ci saranno più i soldi non potremo farlo e questo significa non poter pagare le tante piccole medie imprese che lavorano per il pubblico e che dietro di loro hanno tante famiglie».

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