Coronavirus, l'intervento dell'Immunologo Burioni: «Contagio da pazienti asintomatici è possibile»

«I pazienti, durante la parte finale della incubazione, quando ancora stanno bene, possono certamente trasmettere il virus», spiega il noto Immunologo Roberto Burioni

«Si è creata un po’ di confusione sulla possibilità che il coronavirus possa essere trasmesso da un paziente asintomatico. È necessario fare chiarezza perché il tema è molto importante per la prevenzione della diffusione dell’infezione».

Inizia così un articolo pubblicato su Medical Facts a firma dell'Immunologo Roberto Burioni. Il tema è particolarmente importante ed interessante anche in relazione alla coppia di cinesi ricoverati a Roma che, come si è appreso nelle scorse ore, ha pernottato anche una notte in un hotel a Verona. Da un lato infatti erano parse rassicuranti le parole del direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma prof. Giuseppe Ippolito, il quale aveva appunto spiegato che «di norma» il virus si trasmette solo da «pazienti sintomatici», cosa che evidentemente la coppia di cinesi al tempo del loro soggiorno nel capoluogo scaligero ancora non erano.

Nelle ultime ore è però giunta la precisazione sull'argomento da parte del noto Immunologo Burioni, il quale senza voler creare inutili allarmismi ha però evidenziato l'importanza, da un lato di non sopravvalutare i rischi, dall'altro nemmeno di sottovalutare la capacità di diffusione e contagio da parte del coronavirus:

«La trasmissione del coronavirus da un paziente asintomatico - spiega nel suo articolo Roberto Burioni - è stata dimostrata ed è stata descritta in un articolo pubblicato dal New England Journal of Medicine. Una donna cinese è arrivata in Germania per motivi di lavoro il 19 gennaio, partendo da Shangai. Era in perfetta salute. Il 20 e il 21 gennaio, ancora in perfetta salute e senza alcun segno di malattia, la signora ha partecipato a meeting di lavoro ai quali erano presenti colleghi tedeschi che non erano mai stati in Cina. Il 22 la signora cinese è ripartita dalla Germania, sempre in perfetta forma e senza alcun sintomo o segno della malattia. Il 24 gennaio uno dei partecipanti ai meeting di lavoro si è ammalato; il 28 gennaio si sono ammalati altri tre tedeschi, dei quali solo uno aveva avuto contatto con la collega cinese. Tutti avevano contratto il coronavirus».

Di qui dunque la secca conclusione cui il medico Immunologo Roberto Burioni giunge senza tema di smentite:

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«I pazienti, durante la parte finale della incubazione, quando ancora stanno bene, possono certamente trasmettere il virus. Se questo avviene spesso o raramente non lo sappiamo per ora, ma sappiamo con certezza che può avvenire». 

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