Coronavirus e lavoro: accordo imprese-dipendenti ma fatturati a picco

Sottoscritto protocollo sulle misure di contrasto e contenimento del virus negli ambienti di lavoro, che permetterà alle aziende di proseguire la produzione. Ma si prevedono cali di fatturato anche del 70%

Foto di repertorio

Governo, associazioni di categoria e sindacati, dopo un lungo confronto, hanno trovato un accordo e sottoscritto il «Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro». Si tratta di un documento che contiene linee guida per agevolare le imprese nell'adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio negli ambienti di lavoro. In questo modo, sarà possibile per le aziende che garantiranno standard di sicurezza adeguati proseguire la produzione e quindi non sarà necessario per l'economia nazionale spegnersi del tutto a causa del coronavirus.

Tra le associazioni di categoria che hanno condiviso l'accordo c'è anche Casartigiani che dovrà applicare il protocollo a livello locale.

In questo momento - ha sottolineato il presidente di Casartigiani Verona Luca Luppi - è fondamentale che tutti facciano la propria parte. Che la situazione sia critica lo dimostra il fatto che l'edilizia veronese di fatto è ferma, ma è importante che chi lavora lo faccia nel massimo rispetto della salute sua, dei suoi dipendenti e dei suoi clienti. So che non sarà facile applicare tutti i punti di questo protocollo, perché lo smart working ad esempio non è semplice per un artigiano, ma va posta attenzione alla gestione degli spazi comuni, alla sanificazione degli ambienti, ai rapporti con i fornitori per garantire la sicurezza di ciascuno. In più, chiunque avesse dubbi o volesse essere supportato, può contattare direttamente Casartigiani Verona. Abbiamo organizzato una task force di esperti in tema di salute e sicurezza, in grado di rispondere alle perplessità di tutti piccoli imprenditori veronesi.

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Ma anche se alcune imprese potranno proseguire nella loro attività, il prolungarsi dell'emergenza continua a danneggiare ogni settore dell'economia. Il presidente di Apindustria Confimi Verona Renato Della Bella ha fatto il punto della situazione tra le piccole e medie imprese scaligere, evidenziando varie criticità di natura pratica e finanziaria. «Nella migliore delle ipotesi, tra marzo e aprile le nostre aziende fattureranno dal 30 al 70% in meno, con conseguenti immediate difficoltà finanziarie a breve. La moratoria sui mutui può essere un piccolo sollievo, ma solo per quelle aziende che li hanno. Non dobbiamo dimenticarci che il 2020 era già partito con previsioni di stagnazione se non di decrescita e difficoltà per tutti i settori della nostra economia», sottolinea Della Bella. Per il presidente di Apindustria è assolutamente necessario che dalle banche siano previste velocissime procedure di incremento fidi con garanzie governative a favore delle aziende e procedure di ricadenziamento dei crediti anticipati, che siano messe in campo forme di finanziamento diretto tramite fidi di cassa a costo zero per dotare il sistema di quelle risorse finanziarie necessarie alla ripartenza delle produzioni. «Senza questo insieme di azioni, coordinate tra loro, andremo sicuramente incontro a mesi in cui si conteranno un numero di decessi sicuramente meno cruenti dal punto di vista umano, ma altrettanto pesanti dal punto di vista economico e sociale  - conclude Della Bella - quelli delle nostre aziende e dei posti di lavoro che queste hanno sempre assicurato».

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