Gli appelli di Sboarina: «Fate la spesa una volta a settimana». Ai vivai: «Consegne a domicilio»

Sulla scorta delle segnalazioni ricevute, la reprimenda del sindaco anche per i padroni di animali: «I cani non devono diventare il "lascia passare" per poter stare fuori tutto il giorno»

Il sindaco di Verona Federico Sboarina e gli assessori Ilaria Segala e Francesca Briani

«Voglio iniziare con degli appelli: il primo è il buon senso nel comportamento delle persone, perché abbiamo delle norme e vanno rispettate, chi non le rispetta viene sanzionato in virtù dei tantissimi controlli che stiamo facendo. Vi sono però dei comportamenti che sono tendenzialmente non sanzionabili, ma che non rispondono alla "regola" del buon senso», così il sindaco di Verona Federico Sboarina ha inaugurato quest'oggi, martedì 31 marzo, il consueto punto stampa dedicato all'emergenza epidemiologica da coronavirus. Il primo cittadino veronese ha quindi spiegato: «Mi sono arrivate un sacco di segnalazioni da parte di cassiere e collaboratori nei supermercati, di tantissime persone che si recano più volte al giorno al supermercato a far la spesa. L'andare al supermercato è permesso, il buon senso però ci dice che siccome dobbiamo "restare a casa", allo stesso modo non si deve andare al supermercato sei volte al giorno, o anche solo una volta al giorno. Al supermercato, - ha ribadito il sindaco Sboarina - ci si va da soli e lo stretto necessario, facendo una spesa che ci duri cinque o sei giorni».

Un'altro appello specifico il sindaco veronese lo ha quindi voluto rivolgere ai proprietari di cani: «Anche in questo caso è permesso uscire con i cani dalla propria abitazione per portarli a fare i bisogni nel raggio di 200 metri dalla propria abitazione, - ha rilevato Sboarina - tuttavia i cani non devono diventare il "lascia passare" per poter stare fuori tutto il giorno, anche su questo bisogna seguire le norme con il buon senso di una comunità e il cane lo si porta fuori con la frequenza di prima del coronavirus, giusto lo stretto necessario per il cane, e non per il padrone del cane». Altro appunto agli stessi padroni dei cani il sindaco lo ha riservato in materia di raccolta degli escrementi: «Mi arrivano segnalazioni di tanti che non li raccolgono approfittando delle strade deserte, ricordo che chi non lo fa può incorrere in una multa, perché c'è una norma che prevede la sanzione e, oltre a questo, non è che oggi siccome non ci vede nessuno tiriamo dritti e via, ma così come si faceva prima, i bisogni del cane vanno raccolti e buttati».

Un ulteriore richiamo alla cittadinanza intera il sindaco di Verona lo ha rivolto sul tema delle mascherine quando si esce di casa: «Se uscite indossate la mascherina, anche qui è vero che non c'è l'obbligo di metterla, ma il buon senso ci dice di uscire indossandole». Per quanto riguarda la distribuzione delle mascherine fornite dalla Regione Veneto, il sindaco ha spiegato che entro oggi tutti i cittadini di Verona dovrebbero riceverle, ma se qualcuno non le dovesse aver ricevute può chiamare il numero di telefono 045 8052113, oppure scrivere una mail al seguente indirizzo: protezione.civile@comune.verona.it. Anche in questo caso il sindaco ha fatto appello al buon senso e al senso di comunità dei veronesi: «Non chiamateci perché volete fare la scorta di mascherine della Regione se le avete già ricevute, ma avvisateci solo se effettivamente avete riscontrato non vi siano state recapitate».

Il sindaco ha quindi ricordato la cerimonia di commemorazione delle vittime durante l'emergenza coronavirus, cui tutti i sindaci d'Italia hanno partecipato, esponendo dai municipi le bandiere a mezz'asta in segno di lutto: «Ritengo iniziative come queste molto importanti, - ha dichiarato in conferenza stampa Federico Sboarina - proprio per esprimere vicinanza alle persone coinvolte e cordoglio per tutte le vittime di questa dannata pandemia». 

Il sindaco ha quindi voluto affrontare il tema della riapertura dei vivai e della ripartenza del settore florovivaistico: «È un tema un po' equivoco, - ha spiegato Sboarina - perché nelle Faq del ministero viene data la possibilità ai vivai di tenere aperto, dall'altra parte però le norme di carattere generale non fanno rientrare l'acquisto di una pianta o di un fiore nei casi di "esigenze lavorative", "motivi di salute", o "necessità di assoluta urgenza"». L'invito quindi rivolto a tutti i florovivaisti da parte del sindaco di Verona, comprendendo la necessità di vendere un prodotto che proprio in primavera ha il suo periodo migliore, è quello di «organizzarsi per la vendita e consegna a domicilio a casa o nei grandi market, in modo da consentire alla filiera di restare a galla, ma anche di evitare ai cittadini di incappare in sanzioni, perché ne ho parlato anche col prefetto e se uno oggi esce di casa dichiarando "sto andando a comprare una pianta" è tecnicamente sanzionabile».

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