Per la prima volta pubblicate 120 antiche lettere scritte da Scipione Maffei

Si tratta della corrispondenza letteraria tra il marchese veronese e l'abate camaldolese Angelo Calogerà, custodita nella biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo

La corrispondenza letteraria tra il veronese Scipione Maffei e l’abate camaldolese Angelo Calogerà, custodita nella biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo, torna alla luce grazie all'associazione Conoscere Eurasia.

È stato presentato ieri, 13 marzo, alla biblioteca Capitolare di Verona il volume "Le lettere di Scipione Maffei ad Angelo Calogerà": un'opera unica che raccoglie e pubblica per la prima volta mondo le 120 lettere, quasi tutte inedite, che il marchese scaligero scrisse, tra il 1729 e il 1754, al letterato veneziano (originario di Padova) e principale redattore di alcune fra le più rilevanti testate del giornalismo italiano del XVIII secolo.

L'edizione critica delle lettere e i commenti sono firmati dai docenti di letteratura italiana all'Università di Verona, Corrado Viola e Fabio Forner, rispettivamente anche presidente e segretario del Cres, Centro di ricerca sugli epistolari del Settecento; mentre la prefazione è affidata a Margarita Logutova, curatrice del dipartimento manoscritti e libri rari della biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo. Le lettere sono precedute da un ampio studio introduttivo di Antonio Fallico, presidente dell'associazione Conoscere Eurasia.

Circa 200 pagine in cui si evidenzia non solo il rapporto tra Maffei e Calogerà, ma anche quelli tra il marchese di Verona e gli altri letterari dell’epoca. E si deve proprio ad Antonio Fallico, assiduo frequentatore della ciblioteca nazionale russa di San Pietroburgo, l'idea di pubblicare il materiale, svelando contemporaneamente il misterioso intreccio che le ha portate nella città russa. Alla morte di Calogerà, tutti i suoi scritti e carteggi vennero acquisiti da una società francese e successivamente acquistati, per 4.000 franchi, dal conte e generale russo di origine olandese, Jan Peter Van Suchtelen, avido appassionato di letteratura. Dopo la sua scomparsa le opere ritrovate nella sua ricca collezione sono entrate a far parte della più antica biblioteca pubblica della Russia, quella di San Pietroburgo.

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