Commemorazione della Divisione Acqui: "Pagina eroica di storia"

Al 69° anniversario di quei tragici giorni è intervenuto Luca Zanotto: "L'auspicio è che la scelta dei nostri soldati sia di insegnamento per noi e soprattutto per i nostri giovani"

Il presidente del Consiglio comunale Luca Zanotto è intervenuto oggi alla cerimonia per il 69° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui, presso il Monumento nazionale in Circonvallazione Oriani.

“E’ con profondo sentimento di riconoscenza che esprimiamo, a nome della città di Verona, il nostro più affettuoso saluto ai reduci e ai familiari qui riuniti per ricordare tutti i Caduti della libertà – ha detto Zanotto- Oggi, si ricorda una pagina eroica della nostra storia, una storia recente, scritta da chi, nelle battaglie di Cefalonia e Corfù, perse la vita in nome di quei valori fondamentali – onore, coraggio e dignità – grazie ai quali è stato possibile riconquistare la libertà e la democrazia. L’auspicio è che la scelta dei nostri soldati di combattere fino al sacrificio della vita per tener fede agli ideali di libertà e democrazia sia di insegnamento per noi e soprattutto per i nostri giovani”.

Alla cerimonia erano presenti il Prefetto Perla Stancari, il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri, il presidente del Consiglio provinciale Antonio Pastorello, il presidente dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui Graziella Bettini con il vicepresidente Claudio Toninel, oltre a numerose civili, militari e religiose, locali e nazionali. Presenti anche i labari e le bandiere delle Associazioni d’Arma, Combattentistiche e della Resistenza e numerosi gonfaloni di città e province decorati al Valor militare.  

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Massimo Filippini
    Massimo Filippini

    Il consigliere Zanotto ha detto: "Oggi, si ricorda una pagina eroica della nostra storia, una storia recente, scritta da chi, nelle battaglie di Cefalonia e Corfù, perse la vita in nome di quei valori fondamentali “ Io gli rispondo che quei poveretti la vita la persero perchè il Goveno 'Badoglio' inviò al gen. Gandin l'ORDINE DI RESISTERE ai tedeschi SENZA aver DICHIARATO GUERRA ALLA GERMANIA che lo fu SOLO il 13 OTTOBRE SUCCESSIVO. Il risultato fu quello di assimilare giuridicamente i nostri Militari a 'partigiani' o 'franch tiratori' come tali passibili di fucilazione al momento della cattura. I tedeschi non si fecero pregare ed agirono di conseguenza. Mio Padre magg. Federico Filippini venne fucilato il 25 settembre come 'traditore' dai tedeschi grazie a Badoglio ma, per averlo io detto nel sito www.cefalonia.it non vengo neanche invitato alla commemorazione. Questa è l'Italia di cui sono nauseato e in cui non mi riconosco più. avv. Massimo Filippini Latina

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