Coca Cola. Produzione bloccata e manifestazione fuori dagli stabilimenti

Il corteo di Adl Cobas è partito alle 8 di mercoledì mattina, arrivando a creare grossi disagi al traffico sulla Statale 12. Intanto, dopo lo stop dell'azienda, i 400 addetti sono stati messi tutti in cassa integrazione

Foto Facebook: Adl Cobas Vicenza - Verona

Si è tenuta mercoledì mattina la manifestazione organizzata da Adl Cobas al di fuori degli stabilimenti Coca Cola di Nogara, dove da giorni è in atto una protesta del sindacato per la mancata assunzione di 14 operai, da parte della multinazionale e della cooperativa che gestisce la logistica. 

La soluzione a questa complicata vicenda però sembra essere ancora lontana, con lo stabilimento di Nogara che ha interrotto la produzione per la prima volta alle 22 di martedì sera, temendo possibili problemi di sicurezza dovuti alla manifestazione, e messo in cassa integrazione i 400 addetti veronesi. In tutto questo l'ambasciatore americano avrebbe chiesto spiegazioni a Roma, con il Governo che si sarebbe mosso per assicurarsi la tutela dei diritti di tutte le parti. 

LA MANIFESTAZIONE - Circa 150 persone si sono ritrovate davanti alla fabbrica intorno alle 8 della mattina: il corteo è partito dal cancello secondario ed è arrivato fino a quello principale, passando per la Statale 12, causando tra l'altro disordini al traffico durati circa un paio d'ore. Il tutto sotto gli occhi di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, ma nessuno scontro fortunatamente si sarebbe verificato. In tutto questo, erano sempre sul tetto dell'edificio i cinque lavoratori saliti sulla copertura giorni fa, che sono rimasti al loro posto anche a termine del corteo e che non "scenderanno fino a che un accordo non verrà firmato! I lavoratori da più di un mese lottano per il proprio posto di lavoro!", scrive Adl Cobas Vicenza - Verona su Facebook.
Il sindacato mette per iscritto sul social network anche le proprie richieste: "Richiediamo che venga aperto un tavolo di trattativa serio in prefettura, vogliamo che la lista di prescrizione dei 14 lavoratori venga cancellata e che tutti i lavoratori vengano riammessi nel loro posto di lavoro!!! No ai licenziamenti!! Vogliamo che la clausola sociale venga inserita in tutti i contratti di lavoro!!!". 
Accordo che però sembra essere ancora lontano, mentre sulla vicenda intervengono anche gli altri sindacati.

Le organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Verona, ritengono non più rinviabile una precisa presa di posizione delle istituzioni per quanto riguarda le libertà e la sicurezza delle persone, relativamente alla vertenza che vede impegnati i lavoratori dipendenti della società Smart Coop operanti presso il magazzino di logistica dello stabilimento Hbc Coca Cola Italia spa di Nogara, dove da giorni avvengono presidi ai cancelli e sul tett dei capannoni dello stabilimenti. 

Inizia così la nota diffusa dalle sigle sindacali veronesi, che a loro volta chiedono un intervento "dall'alto" sull'argomento. 

La vertenza iniziata nel corso di un cambio di appalto, nella quale era prevista una discussione sugli organici, le organizzazioni sindacali, hanno trovato un'intesa che non prevede alcun licenziamento, oltre a salvaguardare le retribuzioni e con l'impegno della cooperativa a ricollocare i lavoratori eventualmente in esubero. 

Purtroppo, il perdurare della vertenza e la sua preoccupante evoluzione, ha portato oggi a manifestare, davanti allo stabilimento gli iscritti al sindacato Adl Cobas Veneto che non ha condiviso gli accordi. 

Tale situazione ha determinato la decisione della direzione di Hbc Coca Cola Italia spa di fermare le produzioni, ritenendo necessario mettere in sicurezza i lavoratori, i macchinari e le produzioni. 

Infatti dalle ore 22 del 4 aprile 2017, i dipendenti di Hbc Coca Cola Italia spa di Nogara, che nulla hanno a che fare con tale situazione, vengono posti in Cassa Integrazione Guadagni, il provvedimento interesserà tutti i 400 lavoratori fino a che la situazione non si sarà definita, tutto ciò con pesanti effetti economici sulle loro retribuzioni. 

Riteniamo che il diritto a protestare, sia da considerare in egual misura al diritto al lavoro, ciò che oggi non viene garantito ai lavoratori di Hbc Coca Cola Italia spa di Nogara, penalizzati da tutto questo. 

Il diritto di chi protesta non può prevaricare sul diritto alla libertà altrui, rischiando di contrapporre i lavoratori tra di loro, condizione che vogliamo assolutamente evitare. 

Per qusto chiediamo al Prefetto di Verona di incotrare urgentemente le organizzazioni sindacali unitamente alla RSU e ai lavoratori di Hbc Coca Cola Italia spa, affinché le istituzioni si facciano parte attiva per una rapida soluzione della vertenza. 

Sulla vicenda è intervenuto anche Mattia Fantinati, Onorevole del Movimento 5 Stelle, che sdi è rivolto direttamente al Ministro del Lavoro Poletti. 

La situazione nello stabilimento di Nogara sta letteralmen­e sfuggendo di mano. Dapprima gli scontri inammissibili contro gli operai che stanno scioperando da settimane per mantenere il lavoro, ora, dopo l'inchiesta di Report, si scopre anche che lo stabilimento utilizza fiumi di acqua ad un prezzo irrisorio (Fino a toccare 600 litri per realizzare una bottiglia). Perché? Dovrebbero valere invece le stesse regole che seguono le aziende veronesi vessate da burocrazia e tasse. Per questo ho chiesto un intervento idoneo di tutela ai lavoratori, attraverso una interrogazione a risposta scritta, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.

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