Il mistero del cittadino "italiano" da rimpatriare in Serbia, la questura: «È serbo»

Non sarebbe italiano, né veronese nato a Bovolone, bensì, secondo quanto precisato dalla questura di Milano, nato a Lebach e con passaporto serbo e nazionalità serba

La questura di Milano - ph MilanoToday

In riferimento alla vicenda del presunto cittadino italiano che rischierebe l'espulsione dall'Italia, denunciata nelle scorse ore dai suoi legali difensori che ne riferivano il luogo di nascita in terra veronese (Bovolone), la questura di Milano ha divulgato una nota stampa nella quale si precisa che «J. D., nato il 3 marzo 1986 a Lebach, con diversi alias in atti, come risulta da copia del passaporto serbo conservata agli atti di questo ufficio, non è cittadino italiano, ma ha nazionalità serba».

In occasione di un controllo da parte della polizia, avvenuto lo scorso 13 luglio 2019, l'uomo - secondo quanto riferisce la questura milanese - avrebbe «declinato le generalità di H. M., di cittadinanza italiana. Da verifica in banca dati e dal riscontro dei rilievi dattiloscopici - prosegue la nota della questura - è emerso che lo stesso è stato titolare di carta d’identità italiana, ottenuta effettivamente dal Comune di Milano in data 3 maggio 2019, ma a seguito dell’attestazione dell’identità fittizia di H. M., di nazionalità italiana, come accertato all’esito di precedente controllo a cui lo stesso era stato sottoposto e come opportunamente segnalato in banca dati SDI. Tale documento è stato sequestrato il 24 maggio 2019 dalla polizia di frontiera presso lo scalo aereo di Malpensa».

«Per tali fatti - si legge ancora nella nota di precisazione della questura di Milano - il cittadino straniero è stato denunciato per false attestazioni ad un pubblico ufficiale e sono in corso approfondimenti circa le modalità attraverso le quali il predetto sia riuscito ad ottenere il rilascio del documento. Trattandosi di cittadino extracomunitario irregolare sul territorio nazionale, - spiega infine la nota della questura milanese - in data 13 luglio 2019, è stato emesso provvedimento di espulsione dal prefetto di Milano, e lo stesso è stato trattenuto presso il centro di permanenza per i rimpatri di Torino, in attesa di ottenere il documento originale necessario per il rimpatrio dello straniero».

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