Il caso "Serit" che scuote il Comune: "La più grave vicenda dopo tangentopoli"

"La vicenda che coinvolge Serit è certamente la più grave dopo i fatti di tangentopoli e, se venisse confermata, le responsabilità indirette del Comune di Verona sarebbero evidenti". A dichiararlo in una nota stampa è il Deputato del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo

La sede di Ser.i.t. S.r.l.

In seguito alle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza, eseguite nelle abitazioni degli indagati nell'ambito della vicenda "Serit", il presidente di Serit Roberto Bissoli, l'ex amministratore delegato Maurizio Alfeo, il responsabile della ditta che sta costruendo l'impianto Marco Parolini, infine il funzionario della Provincia che ha autorizzato la costruzione Carlo Poli, non sono mancati in queste ultime ore le reazioni e i commenti da parte di numerosi esponenti politici.

La vicenda è quella relativa alla vendita di un terreno in località Terramatta a Rivoli Veronese, prima acquistato dalla ditta "4963" di Marco Parolini e in seguito, nel giro di qualche ora, rivenduto dallo stesso Parolini ad un prezzo però triplicato (da 2 a 6 milioni circa) a una società di leasing, la cui parte acquirente è la Società Serit di Bissoli.

Quest'ultima è una ditta di costruzioni, la quale ha avuto l'incarico di costruire un nuovo impianto per i rifiuti senza passare per una gara ufficiale, pur essendo così come si legge sul suo stesso sito web una "Società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di AMIA Verona S.p.A". A rendere ancora più problematico il quadro è il fatto che la stessa AMIA faccia capo ad AGSM, la quale è nella sua interezza controllata dal Comune di Verona.

In merito il Deputato Pd Vincenzo D'Arienzo è intervenuto con parole molto dure contenute all'interno di una nota: "La vicenda che coinvolge Serit è certamente la più grave dopo i fatti di tangentopoli e, se venisse confermata, le responsabilità indirette del Comune di Verona sarebbero evidenti. Le situazioni ipotizzate dal Comune di Rivoli sono gravissime e inducono la politica ad agire con immediatezza".

"Il 23 settembre scorso ho già depositato un’interrogazione parlamentare. Infatti - prosegue il Deputato Pd - Serit pur essendo una società a totale partecipazione pubblica posseduta dal Comune di Verona per il doppio tramite di AGSM s.p.a. e AMIA s.p.a., nonché da altri comuni della provincia, doveva attivare una procedura concorsuale per la scelta del realizzatore dell’opera a Rivoli, per la scelta della società di leasing e per la scelta della banca che ha concesso il mutuo chirografario. Invece, ha affidato direttamente ad un soggetto la realizzazione di una infrastruttura relativa alla propria attività nonché l'esecuzione dei lavori di urbanizzazione dell'area interessata. La spesa si è triplicata e adesso è oggetto di attenzione giudiziaria. Se il socio Comune di Verona fosse intervenuto all’epoca dell’acquisto, oggi non saremmo in queste condizioni. Possibile che il Comune di Verona non si sia insospettito rispetto al prezzo triplicato in poche ore che ha costretto una sua società a pagare cifre molto più elevate?".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il commento di Michele Bertucco, capogruppo in Comune di Verona Piazza Pulita: "Le gravi ipotesi di reato sollevate dalla Procura della Repubblica di Verona (corruzione e truffa) riguardano indirettamente anche il Comune di Verona. Ho chiesto la convocazione urgente della competente commissione consiliare perché vengano chiariti tutti i risvolti oscuri che riguardano la vicenda di Serit. Se c’è una competenza che si può riconoscere a Bissoli e a chi l’ha nominato (n.d.r. Tosi) è la spartizione del potere e la scarsa trasparenza nella gestione delle aziende pubbliche". 

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