Caso Serit, Bissoli si difende. Bertucco: "Uomo sbagliato nel posto sbagliato"

Il presidente indagato per la sospetta compravendita di un terreno a Rivoli dice di essere vittima di una macchina del fango. Il consigliere comunale di Piazza Pulita: "Stendiamo un velo pietoso"

Roberto Bissoli, presidente di Serit, si è difeso. È tra i quattro indagati per corruzione, truffa e abuso d'ufficio, nel caso che vede al centro la vendita di un terreno a Rivoli Veronese. Su quel terreno, Serit vuole costruire nonostante la contrarietà del Comune. Succede allora che il proprietario della terra la vende ad una ditta di costruzioni (anch'essa coinvolta nelle indagini) che subito la rivende ad una società di leasing che opera per conto della Serit. In tutti questi passaggi, avvenuti in meno di un giorno, il prezzo del terreno è aumentato in maniera spropositata. E la ditta di costruzioni lavorerà per la Serit, senza aver partecipato e vinto alcun bando pubblico.

Bissoli dice di essere vittima della macchina del fango messa in piedi dal Comune di Rivoli. Anzi, sarà il Comune di Rivoli, secondo Bissoli, a dover pagare per il danno erariale che sta facendo pagare ai proprio cittadini in cause e ricorsi. "Il presidente di Serit Roberto Bissoli non solo non ha chiarito nulla sulla vicenda dei terreni di Rivoli strapagati dall’azienda che amministra ma ha dimostrato una volta di più che è la persona sbagliata nel posto sbagliato - è la replica del consigliere comunale di Piazza Pulita Michele Bertucco - Come fa un presidente a dire che non sa e non gli interessano i termini dell’operazione milionaria che l’azienda che amministra sta portando avanti? Possibile che ancora adesso non si renda conto che nulla aveva da temere dall'eventuale diniego dell'autorizzazione da parte del Comune di Rivoli, dal momento che da sempre, sugli impianti, l'autorizzazione provinciale o regionale (che l’azienda non a caso ha chiesto ed ottenuto) vale anche come variante urbanistica che il Comune lo voglia o no? E perché complicare l'operazione con una mediazione che getta ombre sinistre su questa costosissima vicenda?".

E in sua difesa, Bissoli ha anche dichiarato che Serit in realtà è una società privata a capitale pubblico, quindi non obbligata a passare attraverso gare d'appalto. "Stendiamo un velo pietoso - ha dichiarato Bertucco - basta guardare il suo consiglio di amministrazione per capire che Serit è interamente in mano alla formazione politica del sindaco di Verona: la vicepresidente è Patrizia Dusi, habitué dei consigli di amministrazione come Aptv in era Tosi; Roberto Colognato già vicepresidente di Agec in quota Tosi; Marco Zandomeneghi, consigliere tosiano della sesta circoscrizione; Roberta Garbuio, coordinatrice del Faro tosiano di Treviso. E l’organo di vigilanza? C’è Lucia Zocca, che è anche nel collegio sindacale di Agsm; Giovanni Lai, esponente della cosiddetta Csu Veneta che sarà in appoggio a Tosi tra pochi mesi".

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