Prostituzione: "Stop alla Legge Merlin. Riapriamo le case chiuse"

L'eurodeputato veronese della Lega Nord, Lorenzo Fontana, accoglie l'idea nata a Santa Lucia e Golosine: "Interi quartieri ripuliti, e regole ad un fenomeno che esiste da sempre, più le tutele sanitarie su clienti e ragazze"

"Cancelliamo la legge Merlin e riapriamo le case chiuse. La prostituzione va legalizzata ispirandosi al modello tedesco", dice Lorenzo Fontana, eurodeputato e capodelegazione della Lega Nord a Bruxelles.  Il recente giro di vite in Veneto contro la prostituzione nei locali ufficialmente adibiti ad altre attività, ha riaperto un antico dibattito mai del tutto chiuso da quando, nel 1958, la senatrice socialista Lina Merlin rese illegale il mestiere più vecchio del mondo. "Questa legge - prosegue Fontana -  alla prova dei fatti ha nascosto la polvere sotto il tappeto, spostando il fenomeno dalle case ai marciapiedi, o spesso nei night, altresì alimentando i giri d'affari della malavita e l’evasione fiscale".

A Treviso, infatti, la scorsa settimana la guardia di finanza ha contestato il reato di evasione a delle ballerine di night che si sarebbero prostituite. A Verona la polizia municipale, da tempo, ha messo nel mirino attività apparentemente lecite, nella realtà alcove di prostitute e di giri di "nero". Dettaglio non da poco, nella città scaligera metà del gettito recuperato rimarrà nelle casse comunali. Nella stessa Verona un gruppo di cittadini, appoggiati dalla loro circoscrizione, hanno formalmente chiesto al Consiglio Comunale di istituire cooperative del sesso a pagamento con tanto di licenza, adempimento degli oneri fiscali e controlli sanitari periodici. Una soluzione locale, in assenza di una legge nazionale "come in Germania, dove dal 2002 un provvedimento federale ha legalizzato il fenomeno in tutto il Paese e l’ha dato in gestione ai Länder. Facessimo come loro non dovremmo più preoccuparci di reprimere" spiega Fontana.

Prosegue l'eurodeputato: "Vero, in Germania le prostitute possono essere inquadrate con regolare contratto da dipendente, o esercitare come lavoratore autonomo. Le case di appuntamenti figurano come imprese registrate e in diversi Länder - per debellare la possibile evasione dettata dall’intenso uso di contante - hanno adottato un sistema di imposizione per cui le prostitute quotidianamente devono pagare in anticipo un certo importo ai riscossori". E la legge federale impone controlli sanitari obbligatori. Fontana illustra i vantaggi della legalizzazione: "Ripuliresti interi quartieri, regolarizzeresti un fenomeno fisiologico che esiste da sempre, tuteleresti a livello sanitario le stesse prostitute e i loro clienti e faresti entrare nelle casse della Regione, quindi sul territorio, un cospicuo gettito fiscale che altrimenti va perduto. Su questo argomento lo Stato etico deve lasciare posto al pragmatismo".

 

 

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