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Dalla violenza sessuale allo spaccio di droga: oltre 40 capi d'accusa per un 37enne

Una volta portato in carcere, nell'agosto 2018, sono piano piano arrivate le denunce a suo carico da parte di persone che prima temevano una ritorsione. Le indagini dunque vanno avanti alla ricerca di altri, eventuali, episodi

 

Per circa 10 anni avrebbe rifornito di cocaina il salotto di Verona, commettendo anche altri reati, ma solo dopo l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare sono arrivate le testimonianze delle vittime, prima rimaste in silenzio per paura di subire ritorsioni. Samir Tamr, 37enne di origine algerina, si trovava già in carcere dall'agosto 2018 e ora la nuova ordinanza a suo carico, emessa nei giorni scorsi dal giudice Ferraro, aggrava ulteriormente la sua posizione. 

Tamr, che alle spalle aveva già alcuni precedenti per stupefacenti e reati contro la persona, era stato denunciato per un episodio di resistenza a pubblico ufficiale, per il quale era scattato il divieto di dimora a Verona. Alcune segnalazioni però hanno portato all'attenzione della Polizia di Stato il fatto che l'uomo non avesse rispettato le disposizioni, visto che era stato avvistato in piazza Erbe, così il giudice Sarti ha deciso inasprire la misura cautelare e di spedire il 37enne in carcere: un ordine eseguito nell'agosto 2018 e da allora Tamr si trova a Montorio. 

Dopo la notizia dell'incarceramento, la Questura di Verona ha raccolto la testimonianza di una ventenne veronese, che avrebbe avuto una relazione clandestina con l'uomo e che ha portato ad un'ordinanza emessa il 12 ottobre 2018 dal Gip Vacca per violenza sessuale aggravata dall'utilizzo di un'arma, tentata violenza sessuale e atti persecutori. Stando a quanto riferito dal dirigente della Squadra Mobile, Roberto Di Benedetto, la giovane avrebbe raccontato che dopo le prime settimane, Tamr sarebbe diventato sempre più possessivo e che quindi aveva pensato di lasciarlo. L'uomo però non avrebbe preso bene le separazione e l'avrebbe minacciata di diffondere un video intimo che li ritraeva insieme, per obbligarla a stare con lui e fare sesso, utilizzando per "convincerla" anche un'arma. In tutto questo Tamr le avrebbe fatto visita anche sul posto di lavoro pur di intimorire la ragazza, che solo quando ha saputo che si trovava rinchiuso a Montorio avrebbe trovato il coraggio per denuciare la vicenda. 

Da qui però hanno preso il via anche gli accertamenti della Polizia di Stato di Verona sul 37enne, che hanno portato alla contestazione di 39 capi d'accusa, per i quali è stata richiesta la custodia in carcere, e ad un 40° (minacce aggravate), per il quale è scattata invece la denuncia. 
Tra le accuse nei suoi confronti (enunciate dallo stesso Di Benedetto nel video in alto), che hanno fatto scattare la terza ordinanza nei suoi confronti, emessa questa volta dal giudice Ferraro a maggio 2019, ci sono quelle di: cessione di sostanze stupefacenti, rapina, atti persecutori, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia ed indebito utilizzo di carta di credito. 

LA DROGA - Stando a quanto sarebbe emerso dalle indagini della Squadra Mobile, l'uomo si sarebbe creato una fitta rete di spaccio di cocaina tra i locali del centro dal 2008. Secono il Gip, come è stato riportato nell'ordinanza, il 37enne avrebbe messo in piedi "un'attività di spaccio professionale da un decennio", procurandosi una "folta clientela": sono infatti 32 le persone individuate dalle forze dell'ordine come "clienti", quasi tutti italiani, con un lavoro ed una vita apparentemente regolare, di età compresa tra i 26 e i 60 anni. 
Come riferito nel corso della conferenza stampa che martedì si è tenuta in Questura, Tamr sarebbe stato solito fare il giro dei bar del centro, da piazza Erbe a piazza Brà, nei quali entrava come avventore e che in realtà sfruttava per incontrare il compratore di turno, con il quale magari si era già accordato. Non essendo registrato da nessuna parte come residente, visto che abitava in un appartamento di via Cappello con un amico che gli dava ospitalità (risultato estraneo alla vicenda), il 37enne avrebbe potuto rifornisi in casa ogni volta che ne aveva bisogno. Nonostante questo, secondo le testimonianze degli acquirenti, andava a fare il proprio giro anche 40/50 dosi in tasca, che rivendeva ad un prezzo che variava dai 60 ai 120 euro l'una. Inoltre le persone ascoltate delle forze dell'ordine hanno raccontato anche la sua strategia di "marketing", che consisteva nel cedere gratuitamente la droga ai nuovi clienti o in cambio di favori, a volte anche sessuali se dall'altra parte c'era una ragazza. Anche i tassisti lo avevano notato e alcuni di loro avrebbero fatto presente che a volte andavano a prenderlo anche 4/5 volte nella stessa sera, trovandolo sempre in possesso di numerosi contanti e disposto ad elargire laute mance. 

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LE RAPINE E NON SOLO - Il rapporto con i clienti però a volte sarebbe sfociato in altri crimini, oltre a quello di spaccio di stupefacenti, che gli stessi avrebbero raccontato solo quando l'uomo è stato portato a Montorio. 
Un giovane italiano avrebbe riportato alla Polizia un episodio avvenuto il 4 agosto 2018, quando si è incontrato con Tamr e questi, vedendo il Rolex che aveva al polso del valore di alcune migliaia di euro, glielo avrebbe strappato via. Da lì sarebbe iniziata una colluttazione sedata da un amico e i tre sarebbero saliti nell'appartamento di via Cappello per discuterne, ma lo straniero poi avrebbe impugnato delle forbici e li avrebbe minacciati di morte, costringedoli ad andarsene. Il giorno dopo i due avrebbero trovato un accordo per la resistituzione del prezioso orologio in cambio di 2 mila euro, ma al momento dello scambio l'indagato se lo sarebbe tenuto, rapinando l'altro di mille euro. 
Nell'ottobre 2017 invece Tamr si sarebbe recato nell'abitazione di una giovane veronese per consegnare della cocaina, salvo poi rapinarla di un altro Rolex datato e di valore, minacciarla quando ha cercato di opporsi e strattonarla in una stanza, dove l'avrebbe costretta a fare un pacco dei vestiti di lei per portarseli via. Nello stesso mese, avrebbe inoltre incontrato una giovane veronese interessata all'acquisto di stupefacenti, alla quale invece avrebbe sottratto un paio di occhiali da sole Ray-Ban e 30 euro dalla borsa, oltre a minacciarla se avesse aperto bocca. Più ingenua un'altra giovane, che il 23 maggio ha fatto entrare lo straniero in casa per acquistare la cocaina, senza però avere i 120 euro necessari: l'acquirente così avrebbe dato in mano il bancomat e il pin all'uomo, che si è recato allo sportello bancario dal quale avrebbe prelevato invece 1200 euro. 
Altri testimoni inoltre avrebbero raccontato alla polizia che il 37enne considerava le donne come una sua proprietà e che quindi le trattava di conseguenza. In quest'ottica è stato riferita anche la storia di una giovane veronese che, dal 2014 al momento dell'incarceramento, avrebbe intrattenuto con il 37enne una relazione "stabile" in un'abitazione di borgo Roma. La ragazza avrebbe riferito delle violenze psicologiche e fisiche che avrebbe subito, con Tamr che sarebbe arrivato a romperle il naso e a costringerla ad avere un rapporto sessuale davanti ad altre persone. 
Infine nel maggio 2018, l'uomo avrebbe avuto un'altra relazione clandestina con una ragazza già impegnata, che presto però si sarebbe stufata della sua possessività. Questi non l'avrebbe lasciata in pace, costringendola a cambiare anche le proprie abitudini, arrivando al punto di convocare lei e il suo ragazzo nell'abitazione, sostenendo che avessero parlato male di lui: qui, stando a quanto raccontato, il 37enne avrebbe malmenato la giovane e minacciato il fidanzato con una spada. 

Viste le storie emerse in seguito al suo arresto, la Polizia di Stato ha scelto di diffondere la foto di Samir Tamr (irregolare sul territorio) per spingere eventuali altri vittime a denunciare i fatti. In precedenza il soggetto non era conosciuto dalle forze dell'ordine, visto che prima non era mai arrivata una segnalazione a suo carico, ma ora il quadro dipinto negli ultimi mesi lo identificherebbe come un personaggio di spicco dello spaccio di droga veronese. In Questura infatti si lavora anche per capire chi rifornisse il 37enne di cocaina.  

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