Strade colabrodo a Verona e provincia: le riparazioni valgono milioni

Amministrazioni comunali costrette a riservare minime spese alla manutenzione di vie cittadine a causa della spending review. Ma è un cane che si morde la coda: aumentano le richieste di risarcimento danni

Si era detto e ripetuto: se tagliate i trasferimenti, rinviate le tasse e non slegate il Patto di stabilità, i Comuni saranno costretti alla fame. Salteranno servizi e manutenzioni. E ci rimetteranno sempre le amministrazioni virtuose, quelle che risparmiano per spendere "bene". L'allarme a Verona e provincia ha un nome e un'obiettivo "strade da sistemare". Sarebbero ormai ridotte a un colabrodo in più zone: buche, spaccature, affossamenti e dossi. Così nel capoluogo come in provincia. Le lamentele e le segnalazioni starebbero aumentando in maniera preoccupante.

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A VERONA - Un servizio che i cittadini sentono allentarsi sarebbe proprio quella della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade cittadine. Il Comune, come spiega l'assessore al Decentramento, Antonio Lella e quello alle Strade, Luigi Pisa, fa quel che può e appena recepisce la segnalazione cercherebbe di arginare il problema coinvolgendo le aziende di competenza cittadina (Acque Veronesi, Agsm, Amia) e quel a cui è affidata la gestione di tombini e sottosuolo (Enel, Vodafone, Fastweb, Telecom). Ma i soldi mancano: l'assessorato con deleghe specifiche ha a disposizione 700mila euro all'anno. Bruscolini che servono solo a nascondere la proverbiale polvere sotto al tappeto per calmare i cittadini e far vedere che "il Comune fa qualcosa". Con quei soldi infatti si riuscirebbe a malapena, come spiega l'Arena, a riempire le buche, senza dunque intervenire in maniera strutturale che serva al lungo periodo. Le voragini coperte con un po' di catrame servirebbero allo scopo per poco tempo: ci penserebbe il traffico, soprattutto di mezzi pesanti, a riportare il problema agli occhi dei cittadini. Tuttavia la ristrutturazione, in tempi di spending review, sembra un'utopia. Soprattutto considerando la somma che Lella ha in mente per intervenire efficacemente a Verona. Parla di 15 milioni di euro: un'enormità. Anche di dieci si accontenterebbe, ma ogni anno. Con quelli si riuscirebbero a programmare interventi in tutte le circoscrizioni.

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A LEGNAGO - Non se la passano bene nemmeno gli altri grandi comuni del Veronese. La "capitale" della Bassa, Legnago, è alle prese con gli stessi identici problemi. L'amministrazione, però, ha già fatto anche i conti dei risarcimenti danni richiesti dai cittadini: in cinque anni il Comune dovrà tenere da parte 800mila euro per i contratti assicurativi da estendere fino al 2018. La Legnago "virtuosa", tuttavia, avrebbe già pensato di sradicare il problema alla radice: in bilancio, quest'anno, la previsione di spesa per la manutenzione ordinaria delle strade ammonta a 564mila euro. Un tesoretto da far fruttare e che serve addebitare che i cittadini, dopo essere inciampati per una buca o cadendo in bici da un dosso anomalo, finiscano in ospedale e poi passino all'ufficio reclami del municipio. Dal 2009 il Comune di Legnago ha dovuto valutare 154 casi di incidenti e liquidare 288mila euro. Una media di 34 casi ogni anno, che pesano nelle casse pubbliche. Anche solo per prevedere rilievi, ispezioni, pareri tecnici. Per non parlare dei processi. Nell'ultimo anno sono stati chiesti risarcimenti per 26 incidenti, cinque dei quali sono stati già respinti. Per i curiosi, la cifra più alta pagata da Legnago è stata quella a un pedone caduto per una buca presente sul lastricato: totale 17mila euro. Fa male anche la parcella del carrozziere o del meccanico presentata dai cittadini che lamentano danni alle auto. Qui il Comune, nel caso-record considerato, ha dovuto pagare fino a 8700 euro. La maggior parte delle richieste di risarcimento, tuttavia, si liquida tra i 200 e i 2000 euro. Un dato "nella norma" assicurano dal palazzo De Stefani.

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