Scoperto un giro di prodotti contraffatti: a Bovolone un "emporio del falso"

42 persone sono state denunciate al termine di un'indagine della Guardia di Finanza partita da La Spezia, che ha portato al sequestro di circa 2.000 articoli, a blocco di 20 carte PostePay e all'oscuramento di 5 profili Facebook

I militari del gruppo della Guardia di Finanza della Spezia, a seguito di un’articolata indagine tesa al contrasto della vendita illegale di merci contraffatte, hanno individuato un sodalizio criminale radicato nel comune di Arzano, in provincia di Napoli, che tramite Facebook metteva in vendita imitazioni di articoli di abbigliamento ed accessori riconducibili a note griffe sportive o dell’alta moda, come Nike, Adidas, Colmar, Armani, Louis Vuitton.

L’attività ha avuto inizio attraverso il monitoraggio di alcuni profili e varie community sullo stesso social network (come “vendo e regalo La Spezia e Provincia”). Attraverso questi canali venivano pubblicizzati e commercializzati articoli, apparentemente di marca, a prezzi inverosimilmente irrisori: ad esempio tute ginniche o scarpe Nike erano offerte a 25 euro.
Nel solo periodo a ridosso del Natale, sono stati intercettati e sottoposti a sequestro 23 pacchi spediti dai venditori napoletani ad altrettanti destinatari, prevalentemente nello spezzino, contenenti borse, occhiali, giacche, tute ginniche, scarpe e merce varia. Il mancato arrivo dei regali natalizi ha scatenato l’ira dei clienti che, convinti di essere stati truffati, si sono scambiati informazioni utili sui social, postando i numeri delle carte PostePay ed i nomi dei fornitori, consentendo così agli investigatori di ottenere conferme del quadro indiziario.

Informata dei fatti, la Procura della Repubblica di La Spezia ha disposto numerose perquisizioni, inizialmente concentrate nella provincia ligure ed estese poi a Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. In particolare le forze dell'ordine hanno scoperto a Bovolone un punto vendita molto frequentato e totalmente sconosciuto al fisco: un vero e proprio emporio del falso.

La fase successiva delle indagini ha permesso alla Guardia di Finanza di risalire all’origine della merce ed individuare i fornitori ad Arzano. Sono così scattate anche le perquisizioni domiciliari, che hanno permesso di rinvenire e sequestrare numerosi capi di abbigliamento ed accessori contraffatti, etichette relative a marchi noti non ancora applicate ai capi anonimi, vernici serigrafiche con relative stampanti, macchine da cucire ed altri attrezzi utilizzati dalla famiglia campana per il confezionamento dei prodotti alterati.

Terminate le operazioni “sul campo”, i Finanzieri sono passati all’analisi delle operazioni bancarie e postali correlate alle migliaia di spedizioni di merce, eseguite tramite i vari corrieri espressi, in particolar modo concentrandosi sui versamenti di denaro effettuati su 20 carte PostePay utilizzate dai sodali.
Su queste carte, i clienti finali hanno effettuato ricariche nel triennio per un importo superiore a 1 milione di euro, quale prezzo della vendita dei prodotti contraffatti.

L’operazione, denominata “Low Cost”, si è conclusa con la denuncia di 42 persone, fra i quali 7 componenti di un’unica famiglia che si occupava della produzione e commercio degli articoli contraffatti e 5 soggetti prestanome, intestatari delle carte PostePay utilizzate per l’illecita attività.
Nel complesso sono stati sequestrati circa 2.000 articoli contraffatti (prevalentemente scarpe, tute, felpe, borse, occhiali), bloccate 20 carte PostePay ed oscurati 5 profili Facebook. 

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