Botte tra ragazzi alla fermata dell'autobus in stazione. E spunta una pistola

L'arma alla fine risulterà essere un giocattolo e sul posto si sono dirette le unità della polizia, che hanno intercettato e arrestato il giovane in viale Palladio

Non sono scene che abitualmente si vedono a Verona quelle immortalate da alcuni video fatti circolare su internet, che hanno come teatro la fermata dell'autobus davanti alla stazione di Porta Nuova nella giornata di martedì.

La prima parte del filmato, girata dall'interno di un mezzo pubblico, mostra un giovane che rifila alcuni calci ad un altro. L'aggredito poi si rialza e urla al suo aggressore "ma che problemi hai?", e questi torna sui suoi passi. Il ragazzo però non riprende a muovere le mani, ma estrae una pistola che non esita a puntare contro il suo antagonista, prima di abbandonare la zona. 

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A quel punto però si sono attivate anche le forze dell'ordine. La vittima, un ragazzo sui 18 anni di origini srilankesi, si è recato negli uffici della Polfer a denunciare quanto accaduto: il giovane ha raccontato che quello che sembrava essere un suo connazionale, prima ha cercato di rapinarlo del denaro che aveva con sé, per poi aggredirlo, puntargli alla testa la pistola e dirigersi poi verso il centro della città. Dagli uffici della polizia ferroviaria è partita quindi la telefonata al 113: il giovane ha fornito anche una descrizione del rapinatore, che è stata prontamente girata alla Squadra Volanti che si è messa sulle sue tracce. Inoltre, dopo circa una mezzora, il video dell'aggressione è arrivato nelle mani delle forze dell'ordine ed è stato quindi diramato agli agenti presenti sul territorio. 
Così, nel giro di poco tempo, il ricercato è stato individuato in viale Palladio da una pattuglia, che lo ha subito bloccato. Non sapendo cosa aspettarsi, e nemmeno se la pistola fosse vera o meno, gli agenti hanno preso tutte le precauzioni del caso, estraendo le armi e intimandogli di alzare le mani. Nel frattempo erano stati allertati anche i rinforzi e alla fine sul posto si potevano contare 4 pattuglie di Volante e la squadra specializzata antiterrorismo. 

Il ricercato però, dopo aver alzato le mani le ha abbassate, dando l'impressione di voler prendere l'arma con la mano destra. Un atteggiamento ostile che rischiava di costargli caro, ma alla fine le forze dell'ordine sono riuscite ad ammanettarlo e bloccarlo, seppur con qualche difficoltà: nel suo dimenarsi, ribellarsi e non obbedire agli ordinativi infatti, ha provocato lesioni ai danni di due operatori giudicate guaribili in 21 giorni. 

Arrestato con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre per la detenzione di armi atte a offendere, il ragazzo è stato portato negli uffici di lungadige Galtarossa. Alla fine la pistola in suo possesso è risultata essere un "a gas", anche se potenziata: era in grado infatti di esplodere proiettili di un materiale metallico con la potenza di 7.5 joule, contro gli 0.9 di una normale arma da softair. Il "revolver" quindi non poteva uccidere, ma creare ferite dolorose alle sue vittime si. 
R.N.P., srilankese classe 1994, regolare in Italia e disoccupato, era in attesa anche di un avviso da parte della polizia proprio per la sua condotta: alle spalle infatti aveva precedenti specifici, e per questo motivo il giudice, dopo aver convalidato l'arresto, ha disposto per lui la misura cautelare del carcere in attesa dell'udienza del 10 ottobre. 

La sua posizione però potrebbe aggravarsi ulteriormente, dal momento che la vittima, che non conosceva l'aggressore, ha presentato denuncia per rapina aggravate, dando vita ad un secondo procedimento. 
Procedimento che non è partito d'ufficio dal momento che non è stato colto in flagrante: nessuno dei presenti all'episodio infatti ha chiamato il 113 per denunciare quanto visto alla fermata dell'autobus. 

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