Bocconi killer trovati a Soave, ispezione dell'unità cinofila antiveleno

L'intervento dell'unità cinofila è stato richiesto dalla polizia provinciale perché nei giorni precedenti erano stati trovati diverse esche avvelenate e una di queste aveva ucciso il cane di una coppia veronese

L'avviso utilizzato dal Comune di Soave

La polizia provinciale di Verona ha chiesto l'intervento dell'unità cinofila antiveleno della Regione Veneto dopo il ritrovamento di alcuni bocconi avvelenati nei campi tra Soave e Monteforte d'Alpone. L'unità, specializzata proprio nella ricerca delle esche lasciate per procurare la morte degli animali, ha ispezionati i campi nelle zone di San Lorenzo, Zoppega e Polesan, trovando del materiale che dovrà essere analizzato dall'istituto zooprofilattico sperimentale di Borgo Roma per avere la conferma che si tratti davvero di bocconi killer.

I dettagli della ricerca realizzata dall'unità cinofila antiveleno sono stati scritti da Paola Dalli Cani su L'Arena. I due cani, addestrati per questo tipo di operazioni, si chiamano Coral e Cris e sono stati accompagnati sul territorio veronese anche dagli agenti della polizia provinciale e da una guardia venatoria volontaria. L'intervento dell'unità cinofila è stato richiesto perché nei giorni precedenti erano stati trovati diversi bocconi avvelenati. Uno di questi aveva ucciso il cane di una coppia veronese e anche una volpe potrebbe essere morta per l'ingerimento di un'esca letale. Con il nuovo materiale ritrovato tra Soave e Monteforte d'Alpone è stato fatto un passo avanti nella bonifica della zona e si spera anche nelle indagini per l'identificazione del responsabile del reato di detenzione ed utilizzo di bocconi al veleno.

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