Sanità e bilancio, al Sifarv di Verona 250.000 euro. Coletto: "Un'eccellenza nazionale"

Per la stabilizzazione e il funzionamento del Centro di Simulazione e Formazione Avanzata di medici e personale sanitario (Sifarv) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, saranno stanziati 250 mila euro l’anno per i prossimi tre anni

L’Assessore alla Sanità Luca Coletto

“L’alta tecnologia per la formazione dei medici e un servizio essenziale per la gente che vive in zone disagiate e poco antropizzate sono un segnale inequivocabile che la sanità è al centro dell’attenzione anche aldilà della buona gestione della quota parte del Fondo sanitario Regionale”. Con queste parole l’Assessore alla Sanità Luca Coletto segnala due “significativi stanziamenti inseriti nel bilancio 2016 della Regione che rafforzano su due ambiti molto diversi l’eccellenza veneta”.

Si tratta dei 250 mila euro l’anno per tre anni stanziati per la stabilizzazione e il funzionamento del Centro di Simulazione e Formazione Avanzata di medici e personale sanitario (Sifarv) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona; e dei 400 mila euro, sempre l’anno per tre anni, con i quali la Regione supporterà l’esistenza e l’operatività delle cosiddette “farmacie rurali”, collocate in aree disagiate e poco abitate della Regione come, ad esempio, la montagna”.

“Il Sifarv di Verona – fa notare Coletto – è una struttura di assoluta avanguardia, già anche premiata a livello nazionale, dove i nostri giovani sanitari possono affinare tutte le tecniche d’intervento, soprattutto in urgenza-emergenza, su veri e propri ‘Avatar’, manichini incredibilmente simili ad un corpo umano, grazie ai quali si può simulare persino un parto. L’importanza è straordinaria per la sicurezza dei pazienti, se solo pensiamo che statistiche americane dicono che un giovane medico può arrivare a 54 tentativi per eseguire correttamente un’intubazione. Se poi teniamo conto che l’attività della struttura è in attivo di cento mila euro nel 2015 grazie alle moltissime richieste di utilizzo da fuori regione, si può ben capire che siamo di fronte a una vera e propria eccellenza nazionale”.

“Per quanto riguarda le farmacie rurali – aggiunge l’assessore – abbiamo inteso garantire quello che definirei un vero e proprio servizio sociale, oltre che sanitario. Si tratta di punti vendita in aree talmente disagiate e poco abitate che farebbero fatica a sopravvivere con i soli proventi commerciali, ma che sono un servizio insostituibile per la gente che vive in quelle zone e che, diversamente, rischierebbe di doversi sobbarcare il disagio di percorrere anche molti chilometri per procurarsi una medicina, magari urgente”.

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