Superbeton, le sentenze non fermano il comitato Ambiente Montorio

Nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini "nessun ente si prende la responsabilità di sospendere la produzione industriale", scrive il comitato citato per danni dalla ditta

Non si ferma la battaglia giudiziaria tra il comitato Ambiente Montorio e la società Superbeton Spa. Il comitato si sente in parte rincuorato da alcune recenti sentenze di Tar e Cassazione in favore di cittadini che denunciano "molestie olfattive" causate da impianti industriali. Casi che potrebbero combaciare con quello della Superbeton, con ripetute denunce da parte dei residenti di Montorio. Il problema c'è ed è stato riconosciuto da Provincia, Comune, Arpav e Ulss nella conferenza dei servizi del 24 gennaio scorso. "Tuttavia nessun ente si prende la responsabilità di sospendere la produzione industriale", scrivono dal comitato, il cui direttivo a fine marzo dovrà presentarsi in tribunale a Verona per l'atto di citazione promosso dalla ditta. Superbeton infatti ha chiesto danni per un milione di euro al comitato.

Una battaglia legale che continua anche dopo la sentenza del Tar del Veneto contraria al ricorso presentato dal Comune di Verona, una sentenza in cui "non vi è traccia delle puntuali e precise contestazioni della relazione tecnica del settore ambiente del Comune di Verona", ha scritto il comitato che non ha letto il testo del ricorso presentato dal Comune e per questo ne ha richiesto una copia. "La sentenza non esprime giudizio di merito circa l'eventuale inquinamento ambientale prodotto dalla società Superbeton Spa", ha aggiunto il comitato Ambiente Montorio.

Inoltre il comitato Ambiente Montorio contesta anche la risposta della Giunta Regionale all'interrogazione presentata dai consiglieri Bassi, Brusco e Casali. "Sono state enfatizzate le posizioni della Superbeton con evidente assenza dei rilievi per forme di inquinamento - scrivono i rappresentanti del comitato - mentre nessun passaggio è stato scritto circa l'emissione odorigena bituminosa come se fosse normale aprire le finestre al mattino e far entarre odore di bitume in casa".

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Infine, un'altra notizia poco gradita al comitato: l'Ulss 9 non effettuerà le promesse indagini ambientali sul comparto ortofrutticolo della zona.

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