Autovelox tangenziale nord, Tosi attacca: «Tassa occulta da 15 milioni di euro all'anno»

Dure accuse da parte dell'ex sindaco, ma l'amministrazione si difende sostenendo la legittimità del posizionamento dell'autovelox e la sua necessità per limitare gli incidenti

Flavio Tosi

L'autovelox posizionato in tangenziale nord all'ingresso di Verona continua a suscitare polemiche. Al centro del dibattito vi è l'abbassamento del limite a 70 chilometri orari, ma anche l'effettiva utilità o meno ai fini della sicurezza stradale di tale strumento in quella determinata posizione. In una recente intervista al quotidiano L'Arena si è espresso in maniera molto critica il presidente dell'Aci Verona Adriano Baso, sostenendo che sul trattto di strada interessato, a doppia corsia e rettilineo, il limite dei 70 chilometri orari sarebbe «esageratamente basso». 

Nel mirino delle critiche è poi inevitabilmente finito anche il dato esorbitante del numero di multe che lo stesso autovelox ha prodotto nei tre mesi trascorsi dal giorno dell'attivazione, vale a dire ben 47mila, praticamente una media di circa 520 sanzioni al giorno. Su quest'ultimo punto è duramente intervenuto in un video commento l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale ha parlato esplicitamente di una «tassa occulta da 15 milioni di euro all'anno pagata dai veronesi all'amministrazione Sboarina». Il conteggio operato da Tosi sarebbe questo: dalle 47mila multe in tre mesi alle 180mila su base annua, moltiplicate per 80 euro a sanzione. 

Il video pubblicato sui social da Flavio Tosi

Oltre al fatto che eventualmente si tratterebbe di una tassa "volontaria", poiché per non pagarla basterebbe rallentare, vi è poi un dato che andrebbe tenuto in conto:  la tendenza cioè a calare delle sanzioni (2.000 al giorno all'inizio, ora circa 200) che dovrebbe quindi portare, di trimestre in trimestre, ad ottenere un numero di sanzioni inferiori alle 47mila staccate a partire dal mese di ottobre dello scorso anno. Oltre a ciò resta un dubbio legittimo circa la titolarità delle multe: quante di quelle 47mila sono stati effettivamente i cittadini di Verona a prenderle? La risposta potrebbe forse darla il comandante della polizia locale, ma è verosimile credere che, dopo il tanto parlare, oggi siano in molti i veronesi avvertiti della presenza del "famigerato" autovelox in tangenziale nord e, dunque, chi andando avanti nel tempo rischia di incappare nelle multe, nonostante la segnaletica chiara ed inequivocabile, sono forse maggiormente i visitatori occasionali del capoluogo scaligero. In tal senso, sarebbe ad esempio interessante confrontare il dato delle multe nel weekend con quello delle sanzioni durante i giorni feriali.

Ad ogni modo, vi è chi come lo stesso comandante della polizia locale Luigi Altamura resta convinto della necessità di posizionare in quel tratto di strada l'autovelox. E dinanzi ad infrazioni registrate con automobilisti che sfrecciano persino ai 160 chilometri orari, tutto sommato, riesce difficile dargli torto. Ugualmente, anche il vicesindaco ed assessore alla Mobilità del Comune di Verona Luca Zanotto, interpellato sul caso dal quotidiano L'Arena, ha replicato alle accuse sottolineando che la scelta di abbassare il imite ai 70 chilometri orari e di posizionare in tale zona l'autovelox è stata presa in base alle norme vigenti, oltre che essere dettata da «un'esigenza di sicurezza per limitare la velocità in un tratto di strada dove c'erano incidenti a ripetizione, spesso con feriti».

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