Le attività produttive ritenute necessarie e che quindi resteranno aperte

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato di chiudere tutte le produzioni non essenziali per l'Italia

Ieri sera, 21 marzo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato di chiudere tutte le attività produttive non essenziali per l'Italia. Un'ulteriore restrizione per ridurre ancor di più i contatti tra i cittadini e in questo modo frenare i contagi da coronavirus. Il decreto diventerà operativo da domani, 23 marzo, e resterà in vigore fino al 3 aprile.

Nel corso del suo annuncio, Conte ha specificato che le attività ritenute non essenziali possono restare aperte solo in modalità smart working, quindi solo se c'è la possibilità per i loro dipendenti di lavorare da casa. Nessuno stop per supermercati, negozi di alimentari e neanche per i tabaccai, come indicato da Palazzo Chigi. Non è stato invece specificato dal premier quali sono le attività produttive che nel dettaglio non saranno costrette allo stop. 

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La lista sarà ufficiale solo quando il nuovo decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma intanto il decreto è stato firmato da Conte e sono state anticipate le categorie che potranno continuare ad operare. Può continuare a lavorare chi opera nel settore della coltivazione agricola, negli allevamenti (compresi quelli di pesci), nelle industrie alimentari e delle bevande. Prosegue la produzione di articoli tessili tecnici e industriali, di carta, di prodotti raffinati dal petrolio e più in generale di prodotti chimici, comprese le gomme e le materie plastiche, di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici. Le vetrerie potranno produrre prodotti per laboratori, per uso igienico e per farmacie. Non si ferma la produzione di strumenti refrattari e quella dell'alluminio. Tutte le attività che hanno a che fare con il mondo della sanità resteranno aperte, quindi la fabbricazione di prodotti medicali continua, come anche l'installazione degli apparecchi medicali. Sono escluse dal divieto tutte le attività legate alla fornitura di luce, gas, acqua ed anche aria condizionata, non si ferma la gestione delle fogne e neanche la raccolta dei rifiuti. Ovviamente, insieme alle produzioni proseguono anche le manutenzioni, che riguarderanno anche gli auto e i motoveicoli.
Infine, come accennato il presidente Giuseppe Conte, i trasporti restano garantiti, su terra, acqua e aria, di cittadini e di merci. E connesso al trasporto di merci, c'è anche il supporto del mondo del magazzinaggio che non verrà meno. Poste, banche, attività finanziarie e assicurative, servizi di informazione e comunicazione, ricerca scientifica e sviluppo sono esclusi dai nuovi divieti, come sono esclusi anche i servizi dei traduttori e degli interpreti, i servizi dei veterinari, di chi sterilizza le attrezzature sanitarie e di chi pulisce. Nel caso fosse necessario, la rimozione di neve e ghiaccio sarà garantita. Le amministrazioni pubbliche saranno regolarmente aperte lunedì e non si fermerà neanche l'attività dei call center.

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