Criminali scappano a mani vuote dopo l'assalto allo sportello delle Poste

Troppa la carica esplosiva utilizzata e il denaro sarebbe quindi andato distrutto. Sempre in paese invece, inaugurata nel mese di dicembre, prosegue la mostra che ripercorre la storia del servizio postale e del suo Ufficio

Un nuovo assalto ad un sportello bancario è andato in scena qualche giorno fa a Castagnaro, con i criminali che sarebbero stati costretti a fuggire a mani vuote. 
I malviventi infatti hanno cercato di prelevare il denaro presente nel Postamat, utilizzando dell'esplosivo. La carica eccessiva però avrebbe distrutto anche il denaro presente al suo interno, riducendolo in cenere, provocando anche dei danni all'ufficio postale che risulta ancora inagibile. 
Sulla vicenda indagano ora i carabinieri, nel tentativo di risalire agli autori del colpo sfumato. 

LA MOSTRA - Restando nell'ambito di Poste Italiane, nessun problema è stato registratto presso la mostra inaugurata lo scorso dicembre che ripercorre la storia del servizio postale di Castagnaro e dell’Ufficio in funzione da trent’anni.
Nel territorio l’ufficio postale ha svolto e svolge un ruolo fondamentale”. A ribadirlo, inaugurando la mostra '1987-2017: Trent’anni dell’ufficio postale', curata dal Circolo filatelico e numismatico Sergio Rettondini di Legnago, è Dario Chiarin, direttore della Filiale di Legnago di Poste Italiane.
Naturalmente la posta a Castagnaro arrivava, veniva distribuita e partiva già da oltre un secolo. Con l’Unità d’Italia il ministero delle Poste e Telecomunicazioni affrontò infatti il problema dei collegamenti postali. Impossibile, tuttavia, dotare tutte le località di uffici. In molti casi, perciò, ci si organizzava in proprio, come fece Castagnaro, per andare a prendere la posta all’ufficio di Legnago (cui facevano capo Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Minerbe, Roverchiara, Terrazzo e Villabartolomea), a mezzo di un proprio addetto. In genere si trattava di un dipendente comunale (il cursore) che arrotondava in tal modo la magra paga. Si trattava di una incombenza piuttosto gravosa in quanto copriva un territorio vasto e poco abitato.

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Il servizio di posta rurale venne aperto nel secondo semestre de 1875, avendo come responsabile Benedetto Pilon, che quotidianamente, a piedi, andava, e tornava, da Legnago con i documenti comunali e i plichi da consegnare. Questo almeno fino al 1877, quando anche dal paese cominciarono a sostare sbuffanti locomotive della linea Verona – Rovigo, per la cui costruzione contribuì con una quota parte l’Amministrazione comunale.
Pochi anni dopo il suo avvio, il servizio rurale si palesò inadeguato alle nuove necessità del paese. Così, a partire dal 1881 il Comune cominciò a trattare con la Direzione provinciale delle Poste per ottenere l’apertura della Collettoria di seconda classe. Prima di prendere una decisione la direzione provinciale chiese che per dieci giorni consecutivi il cursore e collettore procaccia tenesse esatta nota di tutte le corrispondenze. Compito che Benedetto Pilon svolse, come sempre, con solerte diligenza. Risultato: 121 lettere private, 86 ufficiali, più un certo numero di cartoline, stampe e giornali. Numeri ritenuti sufficienti per aprire, nel 1882, la collettoria di seconda classe l’anno seguente l’ufficio postale di seconda classe, promosso nel 1926 di prima classe. Avendo come sede, mantenuta fino al 1935, una sala al piano terra del vecchio Municipio. Che lasciò nel 1935 per una abitazione privata, dalla quale si allontanò per l’attuale sede giusto trent’anni fa.
Tra i tanti documenti esposti, anche una cartolina legata alla “Primavera di Praga” del 1968, indirizzata a Castagnaro, che testimonia come parte delle strutture delle Poste ceche si fosse schierata a fianco di Alexander Dubceck.
Nell’occasione alcune classi delle elementari (due quarte ed una quinta) accompagnate dalle insegnati Giulia Gambarin, Ginea De Grandis, Vanessa Mattiazzi, Emanuela Fante e Luigi Girelli hanno profittato della cerimonia per imbucare nell’apposita cassetta le loro rosse letterine a Babbo Natale. Ad ognuna, assicurano Poste Italiane, “risponderemo con una speciale sorpresa”.

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